Quella di oggi, lunedì 19 febbraio, verrà ricordata anche come una giornata dedicata alla promozione del Grano e della pasta in chiave turistica. Una manifestazione sotto tale aspetto, si è tenuta infatti presso la sede dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale di Frosinone. Presente per l’occasione anche l’assessore al Bilancio, alla Programmazione economica, all’Agricoltura, alla Sovranità alimentare, alla Caccia e alla Pesca e ai Parchi e alle Foreste della Regione Lazio, Giancarlo Righini. Lo scopo dell’evento è stato quello di supportare la candidatura della cucina italiana all’Unesco, in un progetto che valorizza anche i piccoli agricoltori che custodiscono la c.d. biodiversità del Lazio. L’obiettivo è quello di trasformare la stessa biodiversità in un’esperienza gustativa che sia riservata a pochi curiosi. E la scelta della location non è casuale, dato che in ciociaria ci sono oltre 2mila varietà di grani antichi che spesso sono coltivati in piccoli appezzamenti di terreno, o in aree minori dal grande fascino naturalistico.
«Il Turismo del Grano rappresenta un’opportunità senza precedenti per il nostro territorio – ha dichiarato l’assessore Righini – ricco di storia e di tesori gastronomici. Come Assessore sono entusiasta di vedere il crescente interesse per questa forma innovativa di turismo, che non solo celebra le nostre tradizioni agricole, ma offre nuove prospettive di sviluppo economico per le nostre comunità rurali, proprio come sta accadendo per l’eno-oleoturismo, che di recente la Regione ha disciplinato. L’impegno congiunto di istituzioni e operatori del settore può trasformare anche il Turismo del Grano in una risorsa preziosa per i territori, innescando un circolo virtuoso di crescita, capace di unire tradizione, innovazione e sostenibilità ambientale», ha concluso lo stesso assessore.
«Il Turismo del Grano o dei cereali rappresenta un’opportunità straordinaria per esplorare le radici profonde della nostra cultura agricola – ha dichiarato invece il Commissario straordinario di Arsial, Massimiliano Raffa -. Questo connubio tra tradizione e sostenibilità offre un’esperienza unica, che ci permette di apprezzare non solo la bellezza dei paesaggi rurali, ma anche la ricchezza della nostra biodiversità agricola, che Arsial, nella sua veste di Agenzia pubblica, è chiamata a tutelare e valorizzare. Le possibilità di sviluppo legate al turismo del grano sono enormi. Includono l’organizzazione di visite guidate la creazione di esperienze culinarie e la promozione di prodotti locali. Arsial è fermamente impegnata nel promuovere questa forma innovativa di turismo, che non solo valorizza le nostre antiche varietà di frumento, ma anche le comunità agricole che le coltivano con cura e dedizione, trasformando la tradizione in opportunità di crescita» ha concluso Raffa.
«Ancora una volta siamo protagonisti insieme alle realtà più dinamiche e virtuose del territorio per promuovere e valorizzare lo sviluppo rurale e il turismo sostenibile attraverso le aziende “agricole” – evidenzia il rettore dell’Università di Cassino e del Lazio Meridionale, Marco dell’Isola – che rappresentano la nostra più grande ricchezza. Gli “itinerari del grano” andranno a sostanziare la “dieta mediterranea” che l’UNESCO propone come patrimonio dell’umanità».
