Lutto nel mondo del calcio per la scomparsa di Sven-Goran Eriksson che si è spento oggi, lunedì 26 agosto, all’età di 76 anni. Il tecnico svedese era malato da tempo e lottava contro un tumore al pancreas e nell’ultimo periodo era stato anche ospite della Lazio lo scorso 27 maggio in occasione della sfida tra i biancocelesti e il Sassuolo, valida per la 38^ giornata del campionato di Serie A 2023/24. E proprio con la stessa Lazio ha scritto forse le pagine più belle della sua carriera di allenatore, vincendo lo scudetto nella stagione 1999/00 alla quale sempre nello stesso anno ha aggiunto la Coppa Italia per un fantastico “Double” mai più ripetuto nella storia del club capitolino e che mai prima di allora era avvenuto. Ma questi non sono stati i suoi unici due trionfi sulla panchina della Lazio, allenata a partire dal 1997 e con la quale ha portato a casa complessivamente 7 trofei tra il 1998 e il 2000. Nessun altro allenatore ha fatto meglio nella storia di questa società e soprattutto, oltre a quelli vinti in Italia, Eriksson è stato capace anche di vincere in Europa. Era il 1999 in pochi mesi i biancocelesti conquistarono la Coppa delle Coppe battendo 2-1 il Maiorca nella finale di Birmingham a maggio e ripetendosi in agosto quando sconfissero 1-0 a Montecarlo il Manchester United di Sir Alex Ferguson fresco vincitore della Champions League. Oltre a quelli citati nel palmares di Eriksson alla Lazio, va aggiunta un’altra Coppa Italia vinta nel 1998 che è stato anche l’anno della prima Supercoppa Italiana. Quest’ultimo trofeo è stato poi rivinto dalla Lazio nel 2000 ed è stato anche l’ultimo di Eriksson sulla panchina biancoceleste, dato che poi si dimise nel gennaio 2001 a campionato in corso e di li a poco tempo andò ad allenare la nazionale inglese.

Sven-Goran Eriksson però sarà ricordato anche dai tifosi della Roma, prima squadra che ha allenato in Italia dal 1984 al 1987 e con la quale ha vinto la Coppa Italia nella stagione 1985/86. Sempre nella stessa annata però, la sua Roma passò alla storia per una rimonta incompiuta. Infatti riuscì a rimontare e superare in classifica la Juventus, divenendo prima a tre giornate dalla fine di quel torneo ma perdendo in casa 2-3 con il Lecce già retrocesso nella penultima giornata e venendo di conseguenza ri-sorpassata dai bianconeri che poi vinsero quello scudetto. Dunque come allenatore ha il primato di essere riuscito a vincere almeno un trofeo sia sulla panchina della Roma che su quella della Lazio, un unicum che ad oggi non ha eguali. La sua carriera lo ha visto anche allenare tra le altre, Fiorentina e Sampdoria in Italia, il Benfica in Portogallo il Manchester City (stagione 2007/08) e il Leicester (2010/11) in Inghilterra e ben tre nazionali. Quella inglese, già citata, il Messico e la Costa d’Avorio che ha guidato al Mondiale del 2010, dopo che aveva partecipato a quelli del 2002 e del 2006 con la nazionale dei “Tre Leoni”.

 

Il messaggio d’addio

Proprio di recente la piattaforma Amazon Prime aveva trasmesso un documentario sulla vita di Eriksson intitolato “Sven” e dove c’era anche un’intervista allo stesso tecnico svedese che aveva così salutato il pubblico: “Ho avuto una bella vita, sì – aveva detto nel video che ha commosso il mondo – Penso che tutti noi abbiamo paura del giorno in cui moriremo. Ma la vita riguarda anche la morte. Dovete imparare ad accettarlo, per quello che è. Speriamo che alla fine la gente dica: ‘Sì, era un brav’uomo’. Ma non tutti lo diranno. Spero che mi ricorderanno come un uomo positivo“. Per poi aggiungere nel suo messaggio: “Non essere dispiaciuto. Sorridi”. “Grazie di tutto: allenatori, giocatori, pubblico. È stato fantastico. Prendetevi cura di voi stessi, prendetevi cura della tua vita e vivetela. Fino alla fine”.

I messaggi di cordoglio

Tanti hanno voluto salutare Sven-Goran Eriksson con un messaggio di cordoglio tramite i social, a partire proprio dalla Lazio che alle 14.10 ha riportato su X questa nota: “Grazie per tutto ciò che hai fatto per noi, mister“. E come riportato sopra il nome del tecnico svedese è legato inesorabilmente al mondo biancoceleste e così sono arrivati molti messaggi, a partire da quello dell’attuale presidente della Lazio Claudio Lotito che ha affidato le sue parole ad una nota sul sito del club: “l’allenatore più vincente nella storia della società sportiva Lazio, ma soprattutto un uomo integerrimo ed una persona squisita e signorile, doti che sapeva mescolare al classico aplomb nordico. Il suo coraggio nell’affrontare la malattia che lo ha colpito è stato esempio ed insegnamento per chiunque lo abbia ascoltato. Nel corso delle interviste che ha rilasciato negli ultimi mesi ha saputo infondere amore per la vita e per il calcio”. Ancora: “Lo ricordo allo stadio Olimpico di Roma, emozionato come un bambino, in occasione del suo ritorno nella Capitale, parlammo a lungo: mi colpì la sua serenità, ci abbracciammo forte. Lo vidi incamminarsi verso il bordocampo, a passo lento effettuò il giro dello stadio. Tutto il nostro popolo laziale, al suo passaggio, gli urlò frasi di ringraziamento e di affetto, un’emozione quasi palpabile, le lacrime a solcare i volti, lui seppe rispondere agli incitamenti con la forza del suo sorriso. Mi verrebbe voglia di abbracciarlo ancora, per sussurrargli ad un orecchio che la Lazio non lo dimenticherà mai. Rivolgo commosso le condoglianze alla sua famiglia, il calcio ed il mondo hanno perso un grande uomo“. Poi è stato il turno dei suoi ex giocatori che ha allenato alla Lazio e con cui ha vinto quei 7 trofei, molti dei quali, oggi allenatori come lui. Uno di questi è Alessandro Nesta che era il capitano di quella squadra e oggi allena il Monza in Serie A: “Riposa in pace grande mister e persona straordinaria. Ti porterò sempre nel cuore. Grazie di tutto“, ha scritto su Instagram. Messaggi di cordoglio anche da Simone Inzaghi e Diego Pablo Simeone. “Per me rappresenta un grande dolore la scomparsa di Sven Goran Eriksson – ha riportato l’attuale allenatore dell’Inter attuale squadra campione d’Italia –  Ero giovanissimo, appena arrivato a Roma e mi ha aiutato moltissimo, è stato fondamentale nel mio percorso di crescita come calciatore e come uomo. Ammiravo la sua calma, la sua educazione, il grande rispetto che aveva nei confronti di tutti. Per me è stato fonte d’ispirazione. Io sono qui anche grazie a lui e ai suoi insegnamenti. Sven è stato un grande uomo, un esempio di vita per tutti. Questi ultimi mesi affrontati con grande forza e una voglia di vivere unica sono stati una ulteriore dimostrazione della sua grandezza: ci ha insegnato a vivere mentre stava morendo. Buon viaggio Sven e grazie di tutto, ti porterò sempre con me”. Più semplice e sintetico il messaggio del Cholo: “Grazie di tutto mister, riposa in pace“. Questo invece il cordoglio di Luca Marchegiani portiere titolare della Lazio di Eriksson e oggi commentatore tv per Sky Sport: “Le qualità dell’uomo erano uniche, in un contesto dove si è abituati ad alzare la voce. Ha sempre mantenuto il suo modo di essere, non si è mai lasciato contaminare, anche da situazioni che gli avrebbero richiesto di cambiare un po’. Questo è quello che è rimasto a tutti. Ma lui è stato un allenatore meraviglioso. Al di là delle vittorie e alla capacità di adattarsi e campionati e mentalità diversi, a giocatori diversi, sempre con grande intelligenza, è stato un allenatore che ha portato delle innovazioni e delle soluzioni nelle sue squadre estremamente all’avanguardia, ottenendo sempre risultati. Ha sempre fatto bene, ovunque ha allenato. Grande uomo e grande allenatore“. “Perdiamo una persona straordinaria – ha commentato invece Fabrizio Ravanelli, ex attaccante e altro giocatore campione d’Italia con la Lazio nel 2000 – E’ una persona che mi ha dato tanto, che si è sempre comportata benissimo. Ricordo che quando arrivai dal Marsiglia mi accolse a braccia aperte, una persona molto franca. Una persona vera. Ho un ricordo bellissimo, con lui abbiamo vinto un campionato, una Coppa Italia e la Supercoppa europea. Lo ricorderò sempre con grande affetto, era un gentiluomo. Lui ha portato un calcio totale, bello da vedere, con una idea di gioco fin dai tempi della Roma. In Italia si è imposto alla grande“.

Dopo alcuni dei suoi ex giocatori non poteva mancare il messaggio di cordoglio della Roma: “L’AS Roma piange la scomparsa di Sven Goran Eriksson. Ha guidato i giallorossi dal 1984 al 1987 conquistando una Coppa Italia. Il nostro pensiero va ai suoi familiari in questo momento di dolore“. Cordoglio anche da parte dell’attuale sindaco della capitale Roberto Gualtieri: “Tutta la Roma sportiva rende omaggio a Sven Goran Eriksson, un grandissimo allenatore che ha lasciato un segno indelebile nella storia del calcio mondiale e romano, in particolare portando la Lazio a vincere lo scudetto. La sua convivenza con l’implacabile tumore che lo aveva colpito è stato un esempio di dignità, amore e coraggio che ha commosso il mondo intero“.

Tra gli altri messaggi arrivati c’è anche quello del principe William: “Triste apprendere della scomparsa di Sven Goran Eriksson. L’ho incontrato diverse volte come allenatore dell’Inghilterra e sono sempre rimasto colpito dal suo carisma e dalla passione per il gioco. I miei pensieri sono con la sua famiglia e i suoi amici. Un vero gentiluomo del gioco. W“. Dispiaciuto anche Dino Zoff che lo ha sia preceduto che sostituito come allenatore della Lazio: “Il ricordo di Eriksson è quello di un uomo piacevole sotto tutti gli aspetti, sia lavorativi che di compagnia. Mi dispiace personalmente, è una perdita come persona oltre che come tecnico. I ricordi che mi legano a lui alla Lazio sono tanti. Cosa lascia al calcio moderno? Lascia la classe che ha dimostrato sempre nei comportamenti“. “La notizia della sua morte è un grande dolore per il calcio italiano – ha commentato il presidente della Figc Roberto Gravina – Apprezzato e rispettato per le sue qualità tecniche e umane, Sven Goran è stato un grande allenatore la cui memoria rimarrà legata per sempre all’Italia. La sua testimonianza di amore per il calcio e per la vita ha commosso tutti e unisce i tifosi, senza alcuna distinzione, in un lungo ed emozionante applauso“. Questo invece il commento del presidente della Fifa Gianni Infantino: “Ho appreso con molto dolore la notizia della scomparsa di Sven Goran Eriksson. A nome della Fifa e della nostra comunità globale, mando le più sentite condoglianze alla famiglia e agli amici di Sven Goran in questo momento difficile. Che riposi in pace. In veste di allenatore, è stato un grande innovatore ed un vero ambasciatore del nostro splendido sport, vincendo competizioni nazionali in tre diversi Stati europei nonché ottenendo due vittorie a livello continentale con l’Ifk Gotheborg e con la Lazio. La sua esperienza è stata di respiro internazionali, avendo le nazionali di quattro diversi continenti: Inghilterra, Messico, Costa d’Avorio e Filippine. Come personalità del calcio è sempre stato un leader entusiasta e con il sorriso“. “È un giorno triste per gli amanti del calcio e dello sport – ha dichiarato il presidente della Regione Lazio Francesco Rocca – Non è stato solo un grande sportivo, di cui ricordiamo lo storico scudetto con la Lazio, ma Sven-Goran Eriksson ha dimostrato negli anni e soprattutto in questa sua ultima, difficilissima, sfida di essere un grande uomo, esempio di eleganza, talento e coraggio. Non lo dimenticheremo“.

 

Le iniziative in suo onore

La Fifa ha posto la bandiera della Svezia, Paese di cui Eriksson era originario a mezz’asta, mentre la Figc ha disposto un minuto di silenzio per tutte le partite che si disputeranno, oggi lunedì 26 agosto, di Serie A e di quelle del prossimo weekend, sempre del massimo torneo italiano maschile e anche di quello femminile, oltre che della Serie B.