Valentin Castellanos e Gustav Isaksen hanno rilasciato delle dichiarazioni ai microfono di realtà editoriali dei loro Paesi d’origine in questa pausa dedicata alle nazionali. I due calciatori della Lazio, arrivati entrambi in biancoceleste nell’estate 2023, hanno parlato id argomenti diversi ma che allo stesso tempo hanno a che fare con la stessa Lazio. Infatti il Taty ha parlato dell’emozione della prima convocazione con la nazionale maggiore argentina, mentre Isaksen si è soffermato sul fatto che in estate non voleva lasciare i biancocelesti per trasferirsi in un’altra squadra. L’attaccante argentino ha raccontato ai microfoni di Sport Center di come ha saputo della convocazione con l’albiceleste: “Della convocazione l’ho saputo prima della partita di Venezia, Samuel mi ha chiamato e la notizia mi ha fatto molto piacere. I giocatori che ammiro? Lautaro Martínez e Julián Álvarez sono tra i migliori. Sono fiducioso, venire con la Nazionale è positivo quando si è in un buon momento con la propria squadra. Devo sfruttare al massimo questa opportunità”. Dunque parole chiare e soprattutto sono chiari i due giocatori che il Taty ha come riferimento, due attaccanti come Lautaro e Alvarez che sono molto prolifici e che sono stati due dei punti cardini dell’Argentina al Mondiale 2022 che ha conquistato battendo in finale la Francia ai calci di rigore. Come riportato invece, dal ritiro della Danimarca, Isaksen si è soffermato su altro e ha parlato id ocme siano iniziate le voci che lo volevano lontano dai biancocelesti in estate: “È stato soprattutto con il mio vecchio allenatore (Tudor, ndr.) – dice il numero 18 biancoceleste – che sono iniziate le voci di mercato su di me“. E aggiunge: “Dicevano che avrei potuto trovare un’altra squadra a titolo definitivo o essere mandato in prestito. Ma in realtà ho sempre detto che volevo rimanere alla Lazio e lottare per il mio posto, perché non mi sentivo di aver dato abbastanza. Quindi fin dall’inizio ho detto ai miei agenti che volevo restare e giocarmi le mie carte, e credo che loro l’abbiano rispettato. Se l’allenatore del Feyenoord ha spinto per il mio arrivo? No“.
