Maurizio Arnesano, guardia di pubblica sicurezza, aveva solo 19 anni quando il 6 febbraio del 1980 venne ucciso a Roma da un commando del gruppo eversivo dei “Nuclei Armati Rivoluzionari”.
L’agente, mentre svolgeva un servizio di vigilanza al Consolato Libanese di Roma, in via Settembrini, venne aggredito alle spalle da due terroristi che tentarono di sottrargli il mitra M-12 e la pistola che aveva in dotazione.
Nel corso della violenta colluttazione, i due terroristi spararono alcuni colpi di pistola ferendolo a morte.
Le indagini, svolte dalla Digos della Questura di Roma, consentirono di identificare in Valerio Fioravanti e Giorgio Vale i responsabili dell’assassinio.
Questa mattina, in occasione della cerimonia di commemorazione del 45° anniversario della sua morte, il Questore di Roma, Dr. Roberto Massucci, a nome del Capo della Polizia, Direttore Generale della Pubblica Sicurezza, Prefetto Vittorio Pisani, ha deposto una corona di alloro sulla lapide all’interno del Commissariato Prati dove prestava servizio Maurizio Arnesano.
Alla cerimonia officiata dal cappellano della Questura di Roma, Don Nicola Tagliente, hanno partecipato autorità civili e militari e i colleghi dell’agente.
