Dopo quasi un anno riapre al pubblico il Mausoleo Ossario Garibaldino di Roma. Il monumento che ricorda le battaglie del 1849 che per la difesa della Repubblica romana contro l’esercito francese, è stato oggetto di un accurato restauro curato dalla Sovrintendenza Capitolina e rientra nel programma PNRR – Caput Mundi. L’importo speso è di 463.000 euro. Inoltre, il Mausoleo presenta nel suo sotterraneo un bagno pubblico di epoca romana risalente al periodo fra il I e II secolo dc. Una scoperta quest’ultima che risale al 1963 e arriva a seguito del crollo di un muraglione, nel quale poi, sono stati oggetto di restauro alcuni affreschi e il mosaico presente.

Gli interventi dell’ultimo restauro

Sono stati molteplici gli interventi oggetto dell’ultimo restauro, a partire da quello delle superfici interne ed esterne del quadriportico, delle recinzioni e delle scale di accesso al medesimo quadriportico. Oltre alla pulizia e alla disinfestazione dei pavimenti, ci sono stati anche interventi di stuccatura per poi passare a alla manutenzione delle superfici in bronzo dei 4 bracieri. Infine c’è stata la sistemazione delle lastre del pavimento alla base della gradinata, cosi che sia garantita anche la sicurezza dei visitatori e l’installazione delle nuove griglie per la raccolta dell’acqua nella zona del pavimento.

Le dichiarazioni

Soddisfatto anche il sindaco di Roma Roberto Gualtieri che ha commentato: “Dopo il restauro delle statue di Giuseppe e Anita Garibaldi, con questo intervento significativo restituiamo ai cittadini, riportandolo in uno stato di decoro, questo importante monumento dove sono conservate anche le spoglie di Goffredo Mameli, autore del nostro inno nazionale e tra i caduti a seguito delle ferite riportate nella battaglia del 3 giugno (1849, ndr) a difesa della Repubblica romana – ha dichiarato il sindaco Roberto Gualtieri – Fu un’esperienza breve per l’intervento militare delle truppe francesi, tuttavia rappresentò un punto di riferimento fondamentale, a partire dalla sua straordinaria costituzione. Un testo modernissimo che in molti punti è stato un riferimento per i padri costituenti nella redazione della nostra costituzione repubblicana. C’è un filo che lega la nostra repubblica e la nostra democrazia all’eroismo e al coraggio di quei tanti giovani che persero la vita qui sul Gianicolo”.