Le autorità romane e della regione all'inaugurazione del nuovo parco d'affaccio sul Tevere a Ponte Milvio

Il nuovo parco d’affaccio sul Tevere tra ponte Milvio e ponte Flaminio è stato inaugurato ufficialmente oggi, martedì 10 giugno, alla presenza di numerose autorità tra cui il presidente della regione Lazio Francesco Rocca, il sindaco di Roma Roberto Gualtieri, la sua delegata all’Ambiente Sabrina Alfonsi e l’assessore ai Trasporti e alla mobilità della Pisana Fabrizio Ghera. Presente anche il presidente del Municipio XV Daniele Torquati.

Il parco e i lavori

L’area su cui si estende il nuovo parco d’affaccio sul Tevere di ponte Milvio è di 6,5 ettari e si trova nella sponda destra del fiume. L’investimento per la sua realizzazione ammonta a un milione di euro che arriva dai fondi giubilari. Lo stesso parco ha una vocazione naturalistica che oltre al “Fiume Biondo” permette ai visitatori di entrare in uno spazio caratterizzato anche da un bosco igrofilo ad alto fusto che ha nuovi alberi. Il percorso prevede tre nuove aree di sosta realizzate in legno come le passerelle e che si snodano sul medesimo percorso. La prima area parte da ponte Flaminio, la seconda è situata al centro del parco e la terza invece arriva fino all’antica via Flaminia proponendo un mix con la storia Roma. Infatti è visibile anche l’antico cippo terminale che segnava l’ampiezza dell’alveo del Tevere nel 52 a.C. Infine è presente anche una porzione di pista ciclabile lungo il fiume. A realizzare i due ponti per le persone e per l’accesso dei mezzi di soccorso è stata invece la Regione Lazio.

La felicità di Gualtieri

Soddisfatto per la realizzazione del nuovo parco d’affaccio sul Tevere di ponte Milvio, il sindaco Roberto Gualtieri ha commentato: “È un bellissimo risultato, frutto anche di una importante collaborazione istituzionale, perché questo intervento è stato organizzato in tandem da Roma Capitale e da Regione Lazio, e restituisce ai romani un altro pezzo di Tevere, che siamo impegnati a riqualificare”. L’assessore Alfonsi invece ha definito l’opera “Un progetto realizzato per valorizzare la vocazione ambientale e didattica di questo tratto della riva del fiume e, allo stesso tempo, per recuperarne le importanti presenze storiche e archeologiche venute alla luce durante i lavori”.