Si è tenuta ieri mattina presso la Sala Stampa della Camera dei Deputati la conferenza stampa di presentazione della Corsa degli Zingari di Pacentro, storica manifestazione che si svolgerà il 6 e 7 settembre nel suggestivo borgo abruzzese arroccato tra le montagne dell’Appennino. L’evento, dedicato alla Madonna di Loreto, ha ricevuto il patrocinio del Ministero della Cultura, del Ministero del Turismo e dell’Aeronautica Militare, a conferma dell’alto valore spirituale e culturale di questa tradizione millenaria. Numerose le personalità presenti: il Senatore Guido Quintino Liris, il Senatore Luciano D’Alfonso, il Sindaco di Pacentro Giuseppe Silvestri, il Presidente dell’Associazione Corsa degli Zingari Giuseppe De Chellis, insieme a Leandro Ventura e Omerita Ranalli dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale. Ha moderato l’incontro la giornalista Adriana Riccio. L’evento è stato organizzato con grande cura da A&G Global Events. Un ruolo centrale nell’organizzazione istituzionale lo ha avuto l’Onorevole Luciano Ciocchetti, promotore dell’iniziativa presso la Camera dei Deputati. Pur assente per sopraggiunti impegni istituzionali, ha voluto far pervenire un messaggio di sostegno e stima, ribadendo la propria vicinanza a una manifestazione che rappresenta, a suo avviso, uno dei simboli più autentici della cultura popolare italiana. Ad aprire la conferenza è stato il Senatore Guido Liris, che ha sottolineato l’importanza della Corsa come espressione viva di identità e spiritualità collettiva. Il Sindaco Giuseppe Silvestri ha invece rimarcato il valore della manifestazione per il rilancio dei borghi dell’entroterra e per il richiamo dei tanti pacentrani emigrati nel mondo.
Un nome che racconta una storia autentica
Il nome “Corsa degli Zingari” trae origine dal dialetto locale, dove il termine “zingaro” indica “colui che cammina a piedi nudi”. L’etimologia, pur dibattuta, nulla ha a che vedere con significati etnici. Simboleggia piuttosto una prova fisica e spirituale legata alla devozione popolare e alla tradizione secolare della comunità pacentrana. La Corsa degli Zingari è un rito antico e potente: i partecipanti, scalzi, si lanciano dalla sommità di un ripido costone roccioso fino al torrente Vella, affrontando pietre, rovi e fango. Dopo aver toccato l’acqua, risalgono il paese fino al Santuario della Madonna di Loreto. L’altare, con la porta spalancata, segna il traguardo: un gesto che unisce fatica, fede e promessa.
Tradizione e futuro: la Corsa degli Zingarelli
Una menzione speciale va alla Corsa degli Zingarelli, versione giovanile della competizione, che coinvolge i più piccoli in un percorso simbolico e formativo. Questo momento rappresenta un passaggio di testimone generazionale, un atto concreto di trasmissione della memoria e dei valori culturali locali. I giovani corridori crescono così immersi in una comunità che educa attraverso il gesto, la partecipazione e l’esempio.
Un patrimonio da tutelare
Il valore immateriale della corsa è stato al centro dell’intervento di Leandro Ventura e Omerita Ranalli, rappresentanti dell’Istituto Centrale per il Patrimonio Immateriale, che hanno illustrato il progetto di documentazione partecipativa: «Stiamo costruendo un archivio vivo, con schede che raccontano ogni momento della festa, coinvolgendo direttamente la popolazione». Giuseppe De Chellis, Presidente dell’Associazione Corsa degli Zingari, ha evidenziato la complessità organizzativa dell’evento, che attrae ogni anno migliaia di persone: «È un impegno collettivo che dura mesi. Ringrazio le istituzioni, la Confraternita della Madonna di Loreto, i volontari e gli sponsor. Insieme stiamo facendo crescere qualcosa di grande. La Corsa è la nostra voce, la nostra identità».
Pacentro vi aspetta
Il weekend del 6 e 7 settembre animerà Pacentro – uno dei “Borghi più belli d’Italia” – con concerti, mostre artigianali, stand gastronomici e momenti religiosi. Una festa che unisce spiritualità, natura e memoria, aperta a chiunque voglia immergersi in un’esperienza autentica e potente. La Corsa degli Zingari non è solo una competizione: è un atto d’amore verso la propria terra, una preghiera che si corre a piedi nudi, una promessa collettiva che resiste al tempo.
Gabriele Steri

