UDC

Si è appena concluso il Consiglio Nazionale UDC che ha sancito il passaggio di consegne tra Lorenzo Cesa e Antonio De Poli. L’atmosfera è stata molto positiva e il partito si è mostrato compatto in questa transizione storica. Cesa, dopo oltre vent’anni alla guida dell’UDC, ha proposto personalmente De Poli come nuovo segretario nazionale, ricevendo una lunga ovazione per il suo impegno, mentre lui stesso è stato nominato presidente all’unanimità.
De Poli ha subito delineato la sua strategia: mantenere l’UDC come forza centrista responsabile nel centrodestra, “alleati leali ma non subalterni”, con una linea di differenziazione costruttiva quando necessario. Ha annunciato un’agenda concreta su natalità, terzo settore e flat tax familiare, oltre al rilancio organizzativo con tesseramento nazionale e festa di partito a settembre.
L’attenzione si concentra già sulle regionali 2025 dove l’UDC vuole essere determinante in cinque regioni strategiche. Il messaggio è chiaro: non si tratta solo di esserci, ma di contare davvero nei programmi e nelle scelte. Una giornata che segna l’inizio di una nuova stagione per il partito