Vigilia di campionato in casa Lazio e come di consueto è tempo di conferenza stampa pre-partita. Mister Sarri si è presentato davanti ai microfoni della sala stampa biancoceleste toccando molti temi e partendo inevitabilmente da quanto accaduto domenica scorsa a Como. Il tecnico infatti si è soffermato sulla prestazione dei suoi, spiegando che la Lazio ha “fatto registrare dei numeri da Serie C” e questo sia “come tiri che come passaggi”.

La disfatta di Como

Cosi Sarri sulla prestazione della Lazio nella 1^ di campionato domenica scorsa a Como: “La prestazione è stata negativa sia da un punto di vista individuale che collettivo, non c’è da colpevolizzare qualcuno perché non trovo singoli con più responsabilità di altri. Dobbiamo dare qualche soddisfazione ai tifosi dopo mesi difficili, questo conta più di tutto. La mia esperienza alla Lazio non è mai stata di grande palleggio, a Como già nel primo tempo la sensazione che ho avuto è che l’unica soluzione possibile fosse l’attacco della profondità. Nel secondo tempo l’abbiamo fatto un po’ di volte e qualcosina poteva venire fuori”. Poi ha aggiunto: “Forse il Como ha qualcosa in più di noi dal punto di vista tecnico ma il problema è che siamo rimasti a metà strada, non li abbiamo aspettati e non siamo andati a prenderli. Con un atteggiamento simile si perde sempre”.

I singoli

Maurizio Sarri si è poi soffermato a parlare di alcuni singoli, a partire da Dele-Bashiru che in estate aveva definito come un libro tutto da scrivere e in questa circostanza ha detto che con lui “siamo alla prefazione”. Aggiungendo: “Ha delle qualità enormi, ha un’accelerazione come ne ho visti pochi, tecnicamente e tatticamente si può affinare”. Poi ha parlato di altri: “Zaccagni sa cosa penso di lui, secondo me lui è uno da doppia cifra ogni anno, quindi se non la fa significa che sta sbagliando qualcosa”. “Pedro c’è sempre la possibilità che possa essere titolare, tenendo sempre presente che è un’arma anche in panchina e questo fa sempre estremamente comodo. Lui per caratteristiche può inventare qualcosa da un secondo all’altro”. “Vecino, Isaksen e Patric sono ancora nell’area medica e le sensazioni positive per tutti – ha proseguito il tecnico parlando degli indisponibili -. Il più vicino al rientro è Vecino ma si stanno allenando ancora tutti a parte”. Infine un pensiero su Tavares che “si sta adattando a fare il terzino”.  “Lui – spiega ancora il tecnico della Lazio – mentalmente considera meno importante la fase di difesa e accelera meno, se mettesse la stessa intensità che mette in attacco diventerebbe un terzino di livello mondiale e penso che possa riuscirci”.

Obiettivi

Il discorso si sposta poi agli obiettivi per questa stagione:  “Quello di tornare in Europa immediatamente non è un nostro obiettivo, la società con me ha fatto un progetto di 3 anni e questo è quello con le maggiori difficoltà. Stiamo cercando di creare una base di giocatori che ci permettano di puntare a certi obiettivi in futuro. Ho visto un buon precampionato mentre domenica ho visto un’altra cosa, spero sia una fase transitoria e che almeno non ci manchi più l’energia per lottare. La squadra durante il ritiro ha lavorato bene, ero contento delle amichevoli e poi alla prima di campionato faccio fatica a credere a quello che ho visto”.

“Avranno sbagliato a chiamarmi”

Sarri torna a parlare della squadra e di quanto visto domenica scorsa: “La squadra non ha un blocco psicologico, ma il fatto dipensare troppo prima di fare la giocata ritardando i tempi di gioco”. “Col tempo l’obiettivo è fare le cose in automatico. Io penso di giocare un calcio semplice”. “Spero sia una fase di transizione, la cosa spaventosa è che la squadra abbia lottato in amichevole ma poi sia stata rinunciataria in campionato, faccio fatica a capirlo. Ho delle caratteristiche ben definite che conosce tutta Europa da 15 anni, quindi se questa squadra non è adatta a me avranno sbagliato a chiamarmi”. Poi conclude: “È difficile che possa cambiare dopo tutto questo tempo. Non so quante squadre siano meglio di noi perché non so ancora quanto possiamo esprimere. Partiamo da un settimo posto in cui la Lazio si è lasciata dietro il Milan, il Bologna e il Como quindi inizia a farsi dura, ma stiamo parlando di calcio sulla carta”.