Si è conclusa con un arresto l’operazione investigativa denominata “Guantanamo”, condotta dalla Polizia Penitenziaria presso la Casa Circondariale di Civitavecchia “Aurelia”. L’attività, durata circa un anno, ha portato all’arresto di un detenuto, Z.S., che beneficiava delle misure previste dall’art. 21 dell’Ordinamento Penitenziario, relative al lavoro all’esterno. L’uomo è stato trovato in possesso di ben 26 telefoni cellulari smartphone e accessori, che stava tentando di introdurre nell’istituto penitenziario.

Le indagini hanno preso avvio a seguito di sequestri di dispositivi elettronici utilizzati illegalmente dai detenuti per comunicare con l’esterno e continuare attività criminose, tra cui lo spaccio di stupefacenti sul territorio civitavecchiese. L’accurato lavoro degli investigatori ha permesso di ricostruire i canali di approvvigionamento dei telefoni, individuando il detenuto coinvolto e bloccandolo prima che riuscisse a consegnare il materiale. Ciro Di Domenico, Segretario Regionale Lazio del Si.N.A.P.Pe, ha espresso soddisfazione per l’operato delle donne e degli uomini della Polizia Penitenziaria:

“Questo ennesimo risultato dimostra ancora una volta la professionalità, la dedizione e il sacrificio quotidiano dei nostri agenti, che nonostante le difficoltà continuano a garantire la legalità e la sicurezza all’interno delle carceri”. Sul piano nazionale, il Segretario Generale del Si.N.A.P.Pe, Dott. Roberto Santini, ha colto l’occasione per lanciare un appello alle istituzioni:

“Le operazioni come Guantanamo confermano che il problema della sicurezza penitenziaria non è episodico ma strutturale. Servono strumenti adeguati, maggiori risorse e un serio intervento politico per affrontare il fenomeno dell’introduzione di telefoni e sostanze negli istituti. È necessario che la Polizia Penitenziaria venga finalmente messa nelle condizioni di lavorare con mezzi moderni ed efficaci, perché senza sicurezza nelle carceri non ci può essere sicurezza nella società”.

Speriamo che questo risultato possa essere un esempio di come il lavoro duro e la determinazione possano fare la differenza nella lotta contro l’illegalità all’interno degli istituti penitenziari. Un plauso al personale del NC di Civitavecchia”, ha commentato la FNS CISL.