In Ciociaria la situazione in tema di efficienza energetica è quantomeno preoccupante e allarmante. Anche in un’ottica futura basata sul risparmio e sulle nuove energie. Ben il 66 % degli immobili appartiene alle classi energetiche più basse, ossia le classi F e G. Questo dato colloca la Ciociaria tra le aree con il patrimonio edilizio più “vecchio” e meno performante in Italia. Molti edifici sono stati costruiti prima del 1980, e presentano ponti termici, involucro poco isolato, serramenti obsoleti, impianti di riscaldamento poco efficienti o datati. Molti i borghi medievali dove il tempo sembra essersi fermato incidono su questa statistica. In parallelo, la provincia di Frosinone detiene un altro triste primato: il maggior numero di case fatiscenti o abbandonate sul territorio. Secondo un report di Confedilizia, nel Frusinate si contano oltre 32.000 unità immobiliari in stato di degrado o non utilizzate. Questi drammatici numeri dipingono un quadro in cui gran parte del patrimonio edilizio necessita di interventi di riqualificazione per migliorare la qualità abitativa, la sostenibilità e ridurre i costi energetici. Nel contesto del Lazio, la provincia di Frosinone parte in posizioni critiche: la regione presenta una percentuale elevata di edifici nelle classi energetiche peggiori, e Frosinone è spesso citata tra le province con maggior incidenza di immobili inefficienti. A livello nazionale, il 51,8 % degli immobili è localizzato nelle classi più “penalizzate” (F e G). Diversi studi segnalano che per molte province del centro-sud, tra cui Frosinone, la quota di edifici energeticamente inefficaci supera la media nazionale. Ai primi posti delle regioni più virtuose, guardando alla somma delle classi A, si collocano i territori al nord come le province autonome di Trento e Bolzano (rispettivamente al 23% e 21%), Valle d’Aosta (20%), Lombardia (19%) e Veneto (18%). A livello provinciale, si trovano più edifici nelle classi energetiche F e G nelle province di Rieti (73%), Enna (69%), Frosinone (66%), Massa e Carrara (66%), Pistoia (63%). Si trovano invece più immobili appartenenti alle classi A nelle province di Brescia (27%), Ascoli Piceno (25%), Bergamo (23%), Bari (22%), Como e Verona (entrambe al 21%). Dati alla mano veramente preoccupanti che lasciano pensare a quanto, purtroppo, siamo penalizzati e indietro a livello energetico. Eppure per fare un piccolo salto in avanti basterebbe poco, veramente poco. Scalare classi significherebbe guadagno e risparmio allo stesso tempo, con un occhio anche per la natura e il futuro. Un record negativo per la Ciociaria che paga sicuramente la storia dei suoi piccoli borghi meno energetici dei grandi centri.