” Abbiamo depositato alla Corte dei Conti rispetto al progetto scellerato dell’inceneritore di Roma, illustrando brevemente le tante criticità rinvenute del Contratto di Concessione e nei documenti allegati soprattutto in relazione alle 600 mila ton/anno di CO2 emesse e al contrasto agli obblighi di decarbonizzazione”. Cosi’ Virginia Raggi parla in merito dell’inceneritore di Santa Palomba, la proposta del Sinadco Gualtieri per smaltire, come detto dall’ex sindaco, 600 mila tonnellate l’anno, e anche produrre energia elettrica. Ma oltre alla Raggi, il progetto ha generato una forte opposizione anche da parte di associazioni locali, preoccupati per gli effetti ambientali e sanitari. Virginia Raggi continua riprendendo le parole dell’Assessora all’Ambiente di Roma Capitale Sabrina Alfonsi :” La termovalorizzazione dei rifiuti con recupero energetico è lo strumento più efficiente per trattare i rifiuti indifferenziati” e qui la Raggi puntualizza :” Se è davvero cosi, come il il PD è da sempre e ovunque in Italia contro questo tipo di tecnologia? Come mai anche l’attuale Sindaco di Roma, nonché Commissario ai rifiuti, in campagna elettorale si è scagliato contro? Come mai il PD è contrario in Sicilia, nelle Marche, in Umbria e nei comuni intorno a Roma, sul presupposto che i termovalorizzatori contrastino con il percorso di transizione energetica, con gli obiettivi di decarbonizzazione e,soprattuto, siano un deterrente all’aumento della differenziata?” Cosi la Raggi cerca di mettere in luce le contraddizioni all’interno del PD e delle dichiarazioni fatte durante il periodo delle elezioni e quelle più recenti. A dare man forte alle dichiarazioni della Raggi ci pensa Legambiente Agroromano meridionale, dove fanno sapere che “Come può, l’Assessora, affermare che l’inceneritore non produrrà emissione nocive, visto che non esiste una valutazione approfondita del VIS e del VIAS? Si parla anche di una ferrovia ma nella documentazione non esiste nemmeno l’ombra di una ferrovia.” Il progetto è stato promesso ai cittadini per l’estate del 2027, e oltre all’impatto ambientale, va considerato anche l’impatto biologico sulle aziende agricole nei dintorni, esposte alle emissioni dell’impianto ed il consumo d’acqua, visto che l’area di Santa Palomba è gia considerata critica dal punto di vista idrico.
