Un incontro destinato a lasciare il segno quello che si è svolto oggi a Fondi con il Console Generale del Marocco, Soad Souleimani. L’appuntamento – fortemente voluto e sapientemente orchestrato da chi, come Franco Cardinale, da anni crede nel potenziale internazionale della Piana – ha posto le basi di un dialogo che potrebbe cambiare il futuro economico e commerciale del territorio. Il Marocco, infatti, è oggi tra le nazioni più rilevanti per la produzione ortofrutticola, ma soprattutto rappresenta la porta d’accesso privilegiata verso numerosi paesi africani, terre ricche di risorse naturali e possibilità di sviluppo. E se fino ad oggi il monopolio dei prodotti marocchini in Europa è stato nelle mani della Spagna, l’idea lanciata a Fondi è chiara e ambiziosa: trasformare il mercato ortofrutticolo fondano in un hub di riferimento per i prodotti provenienti dal Nord Africa, creando una linea diretta con l’Italia. Il progetto non si limita però all’agroalimentare. Nelle intenzioni dei promotori, sono previste delegazioni italiane in Marocco, pronte a scoprire non solo le opportunità industriali e commerciali, ma anche quelle turistiche. Una menzione speciale è stata rivolta alla regione di Dakhla, sull’Oceano Atlantico, un luogo di straordinaria bellezza che il Marocco sta sviluppando come nuova frontiera del turismo internazionale. Non meno importante il fronte tecnologico: dall’Italia arriveranno proposte per portare innovazioni e soluzioni avanzate in ambito produttivo, industriale e sociale, rafforzando così un ponte bilaterale che punta a durare nel tempo. Il giorno 15 ottobre 2025 alle ore 11 al mercato ortofrutticolo di Fondi si terrà il primo evento ufficiale di questo percorso. A suggellare l’iniziativa sarà la presenza del Sottosegretario al Lavoro e Politiche Sociali, Claudio Durigon, a conferma della valenza politica e istituzionale del progetto. Un antico proverbio africano ricorda che: “Da soli si arriva prima, ma insieme si va lontano”. Oggi Fondi e il Marocco sembrano aver tracciato la rotta verso una collaborazione che non conosce confini: economica, culturale e turistica. Una sfida che potrebbe trasformare la città pontina in cerniera strategica tra Europa e Africa.
Michele Savaiano