Finisce a reti inviolate la sfida tra l’Atalanta di Juric e la Lazio di Sarri. Entrambe le squadre, ognuna con le proprie prerogative, danno vita ad una partita spettacolare. I padroni di casa, finora imbattuti in campionato, cominciano la gara studiando l’avversario per poi passare, nel secondo tempo, ad aumentare i giri del motore ad un ritmo forsennato: le tante occasioni da rete, da loro create, si infrangono sia sul palo che sul muro eretto dal portiere laziale, Ivan Provedel, in evidente stato di grazia. L’estremo difensore sembrerebbe aver ritrovato lo smalto dei tempi migliori: pertanto, è logico ipotizzare che tutto questo possa rappresentare una buona notizia, per la squadra biancoceleste, fin qui funestata da una indicibile quantità di infortuni. L’ultimo, in ordine di tempo, quello accaduto all’attaccante Cancellieri, costretto ad uscire nel corso del primo tempo per un fastidio muscolare. Speriamo non sia niente di grave per il giovane centravanti, che si è saputo distinguere come l’astro nascente della fin qui travagliata stagione biancoceleste. Sebbene in formazione ampiamente rimaneggiata possiamo trarre, per la squadra capitolina, delle considerazioni positive dalla visione di questa partita. In prima istanza, non possiamo non sottolineare i recuperi di Guendouzi e Vecino a centrocampo e del capitano, Mattia Zaccagni, per l’attacco. In seconda battuta, la squadra di Sarri si è rivelata capace di soffrire nei momenti più difficili della gara, dimostrando un atteggiamento ed una concentrazione di ragguardevole rispetto. Davvero in questo momento storico non si può chiedere di più a questi ragazzi. Sapevamo tutti che sarebbe stata una stagione in salita dovuta, in misura maggioritaria, all’impossibilità di poter operare sul mercato. Importanti, in tal senso, le parole del Comandante, Maurizio Sarri, nella conferenza stampa prepartita, riguardo la sua volontà di rimanere alla Lazio, nonostante le difficoltà, per il rispetto nei riguardi dell’ambiente e della tifoseria. La Lazio, per l’attuale campionato, ha in dotazione poche certezze: una di queste è il suo allenatore. Bisogna stringersi attorno a lui, seguendo le sue direttive, per uscire dal guado. La sfida non è facile, ma vale la pena di provarci.
Roberto Incanti
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