Si spegne il lavoratore edile travolto dal crollo del monumento ai Fori Imperiali. Vano l’eroico sforzo dei soccorritori durato ore. La notizia scatena un’ondata di cordoglio tra le massime cariche istituzionali e l’indignazione sindacale: chiesto il lutto cittadino per un’altra vittima del “dramma della morte sul lavoro”.

La speranza coltivata per ore, mentre le operazioni di soccorso si protraevano al limite dell’impossibile, si è infranta nella tragica conferma: Octay Stroici, l’operaio ultra sessantenne rimasto intrappolato per oltre undici ore sotto le macerie della Torre dei Conti a Roma, non ce l’ha fatta. La notizia della sua scomparsa ha trasformato l’incidente di cantiere in un lutto che ha scosso le coscienze, rilanciando con forza il dramma delle morti sul lavoro in Italia. Stroici, originario di Suceava, nel nord della Romania, viveva da tempo a Monterotondo, a nord di Roma, dove era conosciuto per il suo lavoro nel settore edile. Durante le lunghissime ore di apprensione, la moglie dell’operaio, Marianna, ha ricevuto il supporto degli psicologi dei servizi sociali del Comune, mentre la figlia è corsa a Roma da Lecce per stare vicino al padre.

La notizia della morte è stata ufficializzata dal Presidente della Regione Lazio, Francesco Rocca, che sui social ha espresso il suo dolore: “Octay Stroici…non ce l’ha fatta – ha scritto – nonostante lo straordinario sforzo dei soccorritori. Di lavoro non si può e non si deve morire”.

La scomparsa di Stroici ha innescato una sentita e trasversale ondata di cordoglio dalle massime cariche dello Stato, che hanno voluto ringraziare i soccorritori e stringersi attorno al dolore della famiglia. Il Sindaco di Roma ha manifestato “profondo cordoglio per la scomparsa…vittima del tragico crollo”, estendendo il pensiero commosso “Alla sua famiglia, ai colleghi e a tutti coloro che gli erano vicini”, e lodando la professionalità e la dedizione dei soccorritori.

Il dolore per la tragedia si è unito alla rabbia per l’ennesima morte sul cantiere. Il segretario generale della CGIL Roma Lazio, Natale di Cola, ha immediatamente chiesto che le istituzioni proclamino il lutto cittadino. “Oggi è un giorno di dolore e rabbia,” ha affermato Di Cola in una nota, ricordando le lunghe ore di apprensione vissute al fianco dei familiari e dei colleghi. La sua richiesta mira a dare un segnale forte contro un fenomeno che continua a mietere vittime.

Anche il Sindaco di Monterotondo, Riccardo Varone, ha espresso il dolore della comunità che perde un concittadino: “È la seconda volta in due mesi che la nostra comunità è segnata a lutto dal dramma della morte sul lavoro. Quel lavoro che è un diritto e che, invece, troppo spesso diventa una condanna a morte”.

Le indagini della Procura di Roma, aperte per lesioni colpose, si trasformano ora in un’inchiesta per omicidio colposo che dovrà accertare ogni eventuale responsabilità sul crollo della struttura, finanziata con fondi PNRR. Il ricordo di Octay Stroici resta un monito drammatico sulla necessità impellente di sicurezza nei cantieri italiani.
Damiano Lalli