Smantellare gli arsenali nucleari e utilizzare il materiale fissile per alimentare centrali a scopi civili e pacifici nucleari, trasformando un potenziale strumento di distruzione in una preziosa fonte di energia. Questa l’idea centrale attorno cui ruota ‘L’atomo convertito. Una bella storia italiana’, ultima fatica editoriale di Maurizio Stefanini e Giuseppe Rotunno che racconta la nascita dell’idea, da un gruppo di scienziati italiani, di distruggere le atomiche con l’unico modo possibile: utilizzando il materiale fissile come combustibile delle centrali nucleari. Il libro sara’ presentato lunedi’ 10 novembre, alle ore 16:30, in Sala della Lupa, alla Camera dei Deputati, in presenza degli autori – si legge in una nota – del presidente di Ain, Associazione Italiana Nucleare, Stefano Monti e di Gianni Fusco docente di Teologia all’Universita’ Lumsa di Roma. Ideato e voluto dal Comitato per una Civilta’ dell’Amore, associazione di volontariato per la pace e lo sviluppo dei paesi piu’ poveri grazie alla conversione delle armi nucleari in progetti per il Sud del mondo, l’evento mira ad analizzare un’importante tematica ponendo in essere come il nucleare civile, se ben organizzato e gestito, possa portare a un sano utilizzo per fini civili e pacifici. La storia stessa, del resto, offre esempi di come in momenti di tensioni internazionali grazie agli accordi del 1987 tra gli Stati Uniti e l’allora Unione Sovietica si riusci’ ad eliminare buona parte delle armi nucleari esistenti. “Una proposta oggi rinnovata – si legge – con l’idea di destinare gli utili della conversione delle atomiche per l’aiuto allo sviluppo”. Alla presentazione del libro seguira’ un dibattito su “Conversione nucleare – dalle armi all’uso civile” con i contributi di Giuseppe Zollino, professore associato universita’ di Padova, Rosa Filippini – direttrice Astrolabio, Germano Dottori di Limes e Paola Binetti, ex parlamentare.(AGI)