Roma si prepara ad accogliere una nuova e attesa edizione de Lo Schiaccianoci, in scena dal 18 al 20 dicembre all’Auditorium Conciliazione, con la straordinaria partecipazione di Tommaso Stanzani, che interpreterà il ruolo di Drosselmeyer. La produzione, firmata Balletto di Roma, nasce nel 2017 dalla visione coreografica di Massimiliano Volpini, sulle inconfondibili musiche di P. I. Čajkovskij, con scene e costumi di Erika Carretta.

Questa versione de Lo Schiaccianoci si distingue per una rilettura potente e attuale: al posto della tradizionale e festosa Casa Stahlbaum, il primo atto si apre in un’immaginaria periferia metropolitana, abitata da ragazzi senzatetto. Un imponente muro divide questo spazio dal centro della città, simbolo delle barriere sociali ed emotive che separano mondi solo apparentemente vicini.
In questo contesto difficile, la speranza arriva attraverso la figura di un misterioso benefattore di quartiere, portatore dell’attesissimo Schiaccianoci: non solo un giocattolo, ma un simbolo di riscatto, l’eroe che “ce l’ha fatta” superando le barriere della povertà.

Il secondo atto recupera atmosfere e personaggi della tradizione, conducendo il pubblico in un viaggio tra le danze del mondo in un clima surreale e incantato. La scenografia cambia improvvisamente: dai mattoni segnati da crepe e graffiti si passa a un luogo fuori dal tempo, poetico e sospeso.
La coreografia restituisce un racconto vibrante che alterna urbanità e magia, offrendo una riflessione lucida sulle contraddizioni della società contemporanea.

Ad arricchire la messa in scena, anche le azioni di urban dance della LICC / urban company, curate da Martina Licciardo, che si intrecciano con il linguaggio classico in un dialogo coreografico inedito e dinamico.
La novità dell’allestimento 2025 è la presenza di Tommaso Stanzani, ballerino e volto televisivo noto al grande pubblico per:

  • Amici (2020),

  • Viva Rai 2 con Fiorello (2023–2024),

  • e dal 2024 protagonista e co-protagonista del programma BELLAMA su Rai 2 di Pierluigi Diaco.

La sua interpretazione di Drosselmeyer porta nuova forza espressiva a una produzione già ricca di personalità.

Volpini firma una coreografia che, pur ridimensionando gli sfarzi tipici del balletto classico, mantiene intatta la sua carica emotiva. Il risultato è un Schiaccianoci rivisitato, fresco, vitale, rispettoso del repertorio ma capace di parlare al pubblico di oggi con immediatezza e profondità.