La seduta odierna del Consiglio delle Autonomie Locali del Lazio ha rappresentato un momento di svolta nel rapporto tra Regione e enti locali. Per la prima volta, un emendamento approvato dal CAL entra formalmente nel percorso legislativo regionale, superando la sua tradizionale funzione consultiva. Il Consiglio delle Autonomie Locali, istituito per garantire la partecipazione degli enti locali alle decisioni regionali, si compone di quaranta membri, tra cui il sindaco di Roma Capitale, i sindaci dei comuni capoluogo e i presidenti delle province. Si avvale di una struttura tecnica stabile e collabora con la Corte dei Conti, operando secondo i principi di sussidiarietà, differenziazione e prossimità.

L’approvazione unanime del Parere obbligatorio unico sul Documento Economico e Finanziario, sulla legge di stabilità e sul bilancio pluriennale 2026–2028 testimonia un dialogo istituzionale ormai maturo. Tra i punti più rilevanti, un emendamento da un milione di euro destinato ai piccoli comuni montani per il potenziamento del trasporto scolastico. La misura modifica la legge regionale 9/2020, rafforzandone l’efficacia nei territori più fragili. L’emendamento è allegato alla proposta di legge 237/2025 e sarà esaminato dal Consiglio Regionale prima del passaggio definitivo in bilancio. L’iniziativa nasce da un confronto avviato già nella scorsa estate con l’Assessore Righini e proseguito con tavoli tecnici a ottobre, trasformando esigenze locali in proposte legislative concrete.

La presenza in aula dell’Assessore ha sottolineato il valore politico del momento. Egli ha definito la manovra improntata a rigore, equilibrio e sviluppo territoriale. Complessivamente, sono stati reperiti 486 milioni per i comuni, con una riduzione del debito e un alleggerimento della pressione fiscale sulle imprese, senza compromettere i servizi fondamentali alle famiglie. L’attenzione ai piccoli comuni non è simbolica: le risorse sono mirate e vincolate. Il trasporto scolastico, in particolare, rappresenta un nodo cruciale per contrastare lo spopolamento e favorire la tenuta sociale dei territori interni. L’intervento si inserisce nella più ampia strategia di valorizzazione delle aree interne e della montagna laziale. Il CAL dimostra così di essere un soggetto attivo nel processo decisionale, coerentemente con i principi di sussidiarietà e prossimità che guidano la governance contemporanea. La collaborazione fra Regione e autonomie locali diventa fattore abilitante per politiche più efficaci. Il caso laziale potrebbe costituire un modello per altre regioni. L’obiettivo è un Lazio moderno, europeo e competitivo, capace di non lasciare indietro i territori più deboli. La manovra 2026 cerca un equilibrio tra responsabilità finanziaria e giustizia territoriale: la riduzione del debito non è fine a se stessa, ma strumento per una crescita inclusiva. In conclusione, questa seduta segna un passaggio storico, in cui il confronto istituzionale si trasforma finalmente in azione concreta e misurabili.
Gabriele Steri