La periferia est di Roma torna a essere teatro di una violenza brutale. Nella tarda serata di mercoledì 17 dicembre, un uomo è stato raggiunto da colpi di pistola mentre si trovava in strada a Settecamini. Si tratta del secondo grave episodio di sangue nella Capitale in appena un giorno, dopo la sparatoria avvenuta a Villaggio Falcone.

L’agguato si è consumato intorno alle 23:40 in via di Settecamini e, secondo le prime ricostruzioni, la vittima sarebbe un quarantenne italiano senzatetto che vive in condizioni di marginalità sociale. Il clochard sarebbe stato avvicinato da un veicolo, dal quale sarebbe sceso un uomo armato di pistola che ha ferito il quarantenne alla tibia.

Il senzatetto, grazie all’allarme repentino dei residenti, è stato soccorso e trasportato d’urgenza all’ospedale “Sandro Pertini” in codice rosso. Sebbene la ferita sia grave, i medici hanno confermato che l’uomo non è in pericolo di vita.

Sul caso sta indagando attivamente la Squadra Mobile. Gli investigatori stanno seguendo diverse piste per fare luce sui contorni della vicenda. In primo luogo si è pensato di porre al vaglio le telecamere di videosorveglianza per identificare la targa del veicolo e il volto del killer mentre, in contemporanea, si stanno effettuando delle indagini sulla vita della vittima per ottenere maggiore chiarezza e per comprendere se quest’ultimo attentato sia legato all’agguato avvenuto a Villaggio Falcone.

La periferia orientale della Capitale sta attraversando una preoccupante “striscia di sangue” che vede il ricorso alle armi da fuoco come metodo più gettonato al fine di regolare i conti o intimidire le persone. Sebbene non vi siano state testimonianze dirette, il clima tra gli abitanti di Settecamini è di profonda inquietudine e di insicurezza, dovute specialmente al fatto che si sono susseguite due sparatorie con feriti in un lasso di tempo spaventosamente breve.
Damiano Lalli