L’ondata di tensione politica che sta attraversando la Capitale nel 2025 sembra non volersi arrestare, colpendo questa volta uno dei punti politici focali situati nel rione Testaccio. In meno di una settimana, la sede di Sinistra Italiana è stata bersaglio di due distinti attacchi, delineando un quadro di intimidazione che preoccupa i vertici del partito, la sua frangia giovanile e le istituzioni locali.

La sede situata in via Zabaglia è stata violata per ben due volte in un arco di tempo straordinariamente ristretto, con modalità che suggeriscono in tutto e per tutto un’escalation mirata: Una prima effrazione ha portato al furto di un proiettore e di altro materiale presente nella sede, mentre la seconda, avvenuta proprio nei giorni tra il 17 e il 19, ha visto una firma di matrice assolutamente ideologica, in quanto degli ignoti hanno strappato le locandine esterne e affisso adesivi con la scritta “Hamas stupratori assassini” sopra la bandiera della Palestina esposta dal circolo.
Guglielmo Bianchi, segretario di Sinistra Italiana Testaccio, ha denunciato un “crescendo di violenza” che sta assumendo una connotazione politica sempre più definita. Secondo i dirigenti di Sinistra Italiana, questi episodi non sono isolati ma si inseriscono in un contesto cittadino degradato dal punto di vista del confronto civile. La nota del partito richiama l’attenzione sulle aggressioni avvenute al bar dello Statuto, in piazza Testaccio e presso la sede del Gaycenter. Il segretario provinciale Mauro Coldagelli ha espresso profonda preoccupazione per l’aumento del livello dello scontro a Roma, caratterizzato da metodi violenti e discriminatori. Sebbene Sinistra Italiana abbia ribadito, con ancor più fermezza, la sua posizione e il suo obiettivo di lotta per una città più libera, democratica e sociale, il clima di tensione che si respira nell’aria resta estremamente pesante e inquietante; il ricordo di un tempo, quello degli Anni di Piombo, che gli italiani non vorrebbero più rivivere. Il caso di Testaccio si collega a un filo rosso di intolleranza che ha segnato tutto l’anno in corso. Particolarmente emblematico è il caso del circolo PD di Tor Marancia, che nel 2025 è diventato un vero e proprio bersaglio sistematico a seguito di ripetuti atti vandalici, scritte offensive e danneggiamenti strutturali. Questa continuità di attacchi tra diversi quartieri, ma con obiettivi afferenti allo stesso ambito politico di azione e radici, evidenzia come la dialettica democratica a Roma stia subendo un attacco strutturato, dove i circoli di partito smettono di essere luoghi di confronto per diventare obiettivi di rappresaglia.

Damiano Lalli