A ottantuno anni dalla liberazione del campo di concentramento di Auschwitz, avvenuta il 27 gennaio 1945, il Parlamento europeo riunito in sessione mini-plenaria a Bruxelles ha commemorato la Giornata internazionale in memoria delle vittime dell’Olocausto.
Lo scorso 27 gennaio, in una data dal profondo valore simbolico, la cerimonia di commemorazione ha richiamato Eurodeputati, rappresentanti delle istituzioni e cittadini europei attorno a un dovere condiviso: preservare la memoria della Shoah e contrastare con fermezza ogni forma di odio e discriminazione.
Nel suo intervento, la presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, ha sottolineato come la memoria non sia un esercizio rituale, ma una responsabilità viva. Ricordare l’Olocausto significa, ha affermato, difendere i valori fondanti dell’Unione europea e vigilare affinché le lezioni della storia non vengano dimenticate o relativizzate. Metsola ha ribadito che l’antisemitismo, in qualunque forma si manifesti, è incompatibile con i principi di dignità umana, libertà e democrazia su cui si fonda l’Europa.
In questo quadro, la presidente ha invitato a portare la sua testimonianza in plenaria una italiana, Tatiana Bucci, che fu deportata ad Auschwitz appena bambina. La scelta ha conferito alla commemorazione un valore particolarmente intenso: la voce di una sopravvissuta ha ricordato in modo diretto e concreto ciò che l’odio antisemita ha prodotto nella storia europea. Attraverso il racconto della propria esperienza, Bucci ha ripercorso le persecuzioni subite e le conseguenze devastanti dell’antisemitismo, richiamando l’attenzione sull’importanza di riconoscerne i segnali anche nel presente. Oggi Tatiana Bucci, divenuta una tra i più importanti testimoni dello sterminio degli Ebrei, vive in Belgio con la sua famiglia. Insieme alla sorella, anch’essa sopravvissuta alla deportazione, rilascia numerose interviste sia in Italia che a livello internazionale.
La sua testimonianza ha evidenziato come l’antisemitismo non appartenga solo al passato, ma continui a riaffiorare sotto nuove forme, alimentato da disinformazione, stereotipi e discorsi d’odio. Per questo, ha insistito, la memoria deve tradursi in educazione, consapevolezza e azioni concrete, soprattutto verso le giovani generazioni.
La commemorazione in plenaria si è conclusa con un minuto di silenzio in onore delle vittime dell’Olocausto. Come ha ricordato la presidente Metsola, ascoltare i testimoni significa rafforzare l’impegno europeo contro ogni forma di razzismo e intolleranza. In un momento storico segnato da tensioni e conflitti, l’Europa è chiamata a rinnovare il proprio “never again” (“mai più”), trasformando la memoria in una guida per le scelte politiche e civili di oggi e di domani.
Per maggiori informazioni sulla seduta solenne del Parlamento europeo in mini-plenaria a Bruxelles: link.
A cura di Rosaria Anna Gerardi
