È iniziato questa mattina alle ore 9, davanti al Ministero della Salute, il presidio pacifico promosso da Vincenzina Malcotti, di Roma, e Maria De Rosa, di Bologna, entrambe nate con gravi malformazioni riconducibili alla somministrazione di talidomide, il farmaco distribuito tra la fine degli anni ’50 e i primi anni ’70 nonostante la revoca senza ritiro nel luglio 1962.

Le due promotrici denunciano una vicenda segnata da verbali inizialmente favorevoli e successivo diniego dell’indennizzo, che definiscono fondato su motivazioni ritenute contraddittorie e ingiuste. “Siamo poche. Pochissimi ‘esclusi’. Ma esistiamo”, si legge nel comunicato congiunto diffuso durante l’iniziativa. Il presidio si svolge in forma statica e senza blocchi né interruzioni di pubblico servizio, con l’obiettivo di sollecitare un confronto istituzionale. “Siamo qui per chiedere un confronto e una soluzione amministrativa e/o legislativa a tutela dei soggetti esclusi”, affermano Malcotti e De Rosa.

Al centro della mobilitazione resta la richiesta di una soluzione amministrativa e/o legislativa per i soggetti esclusi dal riconoscimento dell’indennizzo legato alla talidomide, riportando l’attenzione sul tema della tutela della salute, dei diritti e della giustizia per i casi ancora non riconosciuti.