Finisce a reti bianche la sfida tra Cagliari e Lazio: zero a zero il risultato finale ed un punto per parte. Stando così le cose, a gioire sono sicuramente gli isolani. Infatti, dopo due sconfitte consecutive, i sardi muovono di nuovo la classifica, ottenendo un pareggio fondamentale nella lotta per non retrocedere. Veniamo adesso in casa Lazio partendo, in primis, dalle cose positive. Due su tutte: ventiduesimo risultato utile ottenuto contro il Cagliari e dodicesimo clean sheet su ventisei giornate. Vale a dire: la Lazio, quasi un risultato su due, lo conclude con la propria porta inviolata. Oltre la siepe, però, il buio. No, non stiamo parlando del celebre romanzo statunitense vincitore del Premio Pulitzer; né, tantomeno, del relativo adattamento cinematografico con Gregory Peck: stiamo semplicemente fotografando, con un’immaginifica istantanea, la stagione che stanno attraversando i biancocelesti. Per un attimo è sembrato di rivedere la squadra che scendeva in campo prima del mercato invernale: grande fase difensiva, accurata disciplina tattica ma, a conti fatti, scarsa propensione ad attaccare gli spazi e la relativa profondità. Tradotto: fase realizzativa praticamente ridotta alla sterilità. Facciamo fatica a ricordare i centravanti delle squadre di Sarri così evanescenti in termini di concretezza in zona goal. Certo, sarebbe onestamente ingeneroso paragonare gli attuali attaccanti biancocelesti con calciatori del calibro di Higuain, Cristiano Ronaldo e Mertens: giocatori che, all’apice delle loro carriere, hanno fatto le fortune del Comandante. Qualche domanda, però, bisogna pur porsela. Nessuno può chiedere a Sarri di portare in Europa la Lazio passando dal campionato: senza mercato estivo, con una stagione travagliata dagli infortuni e, per finire, la contestazione dei tifosi che sta privando i giocatori, già da qualche partita, del sostegno e del tifo sugli spalti dell’Olimpico, l’unico orizzonte plausibile è tirare a campare nell’attesa che la stagione termini al più presto. Certo, rimane pur sempre la Coppa Italia; dove la Lazio, avendo raggiunto le semifinali, affronterà la brillante Atalanta di Raffaele Palladino. Vincere la competizione rappresenterebbe un’importante iniezione di autostima e di compattezza. L’impresa non è impossibile, ma nemmeno semplice: oltre ad alzare il trofeo, il successo consentirebbe alla Lazio di qualificarsi per la prossima Europa League. Ma quanta voglia c’è, allo stato attuale, da parte degli organi competenti, di investire in giocatori non solo di prospettiva, ma già pronti per affrontare sfide di siffatta caratura? Ottimo il progetto, presentato in settimana, di restituire, alla Lazio ed ai laziali, la loro casa: vale a dire, lo stadio Flaminio. Sperando che, qualora vedesse la luce, dentro tale arena ci saranno anche i tifosi.

Roberto Incanti

FOTO: WWW.LAZIOPRESS.IT