La Commissione Europea, lo scorso giovedì 26 febbraio, ha presentato a Bruxelles una nuova proposta per rafforzare la lotta al terrorismo e al traffico di armi nell’Unione Europea, segnando un passo importante nel tentativo di innalzare gli standard di sicurezza interna dell’UE. La proposta, denominata ProtectEU – New Counterterrorism Agenda, è stata illustrata in conferenza stampa a margine dei lavori istituzionali ed è accompagnata da un pacchetto di misure legislative e strategiche volte a prevenire e contrastare le minacce terroristiche e la diffusione illegale di armi da fuoco sul territorio comunitario.
Il cuore dell’iniziativa è una strategia multilivello che si concentra su prevenzione, protezione, risposta e capacità investigativa. L’Unione europea intende rafforzare la cooperazione tra gli Stati membri e migliorare lo scambio di informazioni tra le autorità nazionali e le agenzie europee competenti, come Europol e Eurojust, per garantire una risposta più coordinata alle reti terroristiche transnazionali.
Un elemento centrale della proposta riguarda il rafforzamento delle norme sul traffico di armi da fuoco, con nuovi strumenti per monitorare meglio la produzione, il commercio e la circolazione di armi all’interno dell’Unione. Questa componente si inserisce nel più ampio quadro giuridico esistente, basato sulla Direttiva sulle armi da fuoco e sulle più recenti iniziative della Commissione contro il traffico illecito di armi e esplosivi.
La Commissione ha sottolineato, inoltre, come il persistere delle minacce terroristiche a livello globale richieda una maggiore protezione delle infrastrutture critiche, una collaborazione più stretta con Paesi terzi per bloccare le vie di approvvigionamento delle armi e nuovi meccanismi legislativi che permettano di bloccare rapidamente i flussi illeciti prima che essi riescano a entrare o circolare liberamente. Tra le misure di rilievo figurano l’incremento dei controlli alle frontiere dell’Unione in coordinamento con Frontex, il potenziamento delle capacità investigative delle forze di polizia europee e nuove sanzioni e strumenti di interdizione per gli operatori economici coinvolti in traffici illegali.
La proposta non riguarda solo l’ambito repressivo: la Commissione evidenzia come la lotta al terrorismo richieda anche azioni preventive a livello sociale e culturale con un’attenzione particolare alla coesione sociale e all’inclusione, per ridurre i fattori che possono alimentare radicalizzazioni violente. La presentazione odierna apre un percorso legislativo che dovrà passare attraverso l’approvazione del Parlamento Europeo e del Consiglio dell’UE, dove si preannunciano dibattiti sui dettagli tecnici e sulle competenze nazionali in materia di sicurezza. Per prendere visione del testo della nuova proposta legislativa contro il terrorismo ed il traffico di armi: link.
di Rosaria Anna Gerardi
