Il Consiglio regionale del Lazio ha approvato un protocollo finalizzato a rafforzare il ruolo del Difensore civico e a favorirne una più ampia diffusione su tutto il territorio regionale. L’iniziativa mira a rendere il servizio disponibile in tutti i 378 comuni del Lazio, con un’attenzione particolare rivolta ai piccoli centri e alle aree interne. L’obiettivo è quello di migliorare il rapporto tra cittadini e pubblica amministrazione, facilitando l’accesso alle informazioni e alla documentazione amministrativa. Il provvedimento rappresenta inoltre un sostegno per le amministrazioni locali che, soprattutto nei territori più piccoli, si trovano spesso a fronteggiare carenze di personale.
Secondo il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, il potenziamento della figura del Difensore civico costituisce un passaggio significativo per ridurre la distanza che talvolta si crea tra cittadini e istituzioni.
A margine della seduta del Consiglio regionale, Aurigemma ha commentato l’approvazione del protocollo sottolineandone l’importanza sotto il profilo istituzionale. «Si tratta di un protocollo molto importante che rafforza ulteriormente il ruolo del Difensore civico, una figura nella quale il Consiglio regionale crede fortemente, anche nell’ottica di colmare quelle distanze che spesso si creano tra i cittadini e le istituzioni», ha dichiarato.
Il presidente ha poi evidenziato la necessità di estendere questo strumento su tutto il territorio regionale, che comprende 378 comuni. «Portare il Difensore civico in tutti i comuni del Lazio è un obiettivo significativo, soprattutto se si considera che circa il 60% dei nostri municipi è costituito da piccoli centri, che rappresentano una parte fondamentale del tessuto territoriale della regione, in particolare nelle aree interne».
Infine, Aurigemma ha sottolineato come la presenza del Difensore civico possa rappresentare anche un supporto concreto per le amministrazioni comunali. «È uno strumento che può contribuire ad affiancare gli enti locali, spesso alle prese con carenze di organico, ma soprattutto rafforza un diritto fondamentale dei cittadini: quello di poter richiedere documenti, ottenere informazioni e avere un interlocutore istituzionale a cui rivolgersi».
