Un’aggressione brutale, uno scenario da Drughi di Arancia Meccanica che ha squarciato il silenzio della notte tra venerdì 13 e sabato 14 marzo. Il quartiere Centocelle si è trasformato ancora una volta in un campo di battaglia urbano quando, intorno all’una di notte, un gruppo di circa quindici persone ha accerchiato e pestato due coetanei all’incrocio tra viale della Primavera e piazzale delle Gardenie.
Il raid sotto i portici e il pestaggio
Tutto è iniziato sotto i portici del mercato rionale, a pochi passi dalla stazione della Metro C Gardenie. Secondo le testimonianze raccolte da chi ha assistito alla scena, la violenza è esplosa improvvisamente tra urla, insulti e schiamazzi. «Sono sbucati dagli alberi», racconta un abitante della zona ancora scosso. La rissa si è rapidamente spostata in mezzo alla carreggiata, trasformandosi in un vero e proprio pestaggio di gruppo ai danni di uno dei due giovani, su cui si sono accaniti in quindici mentre l’amico tentava disperatamente di difenderlo.
Dopo minuti di terrore, il branco si è dileguato nell’oscurità delle vie limitrofe. I due aggrediti sono riusciti a trascinarsi verso un pub vicino; uno dei due, visibilmente ferito, procedeva a fatica zoppicando vistosamente.
L’arrivo dei Carabinieri
Nonostante l’intervento del nucleo radiomobile dei Carabinieri, giunti sul posto con tre volanti, dei colpevoli non c’era già più traccia. I militari stanno ora cercando di ricostruire l’esatta dinamica e il movente dell’aggressione, analizzando le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona per dare un volto ai componenti del branco.
Centocelle, un quartiere allo stremo
L’episodio riaccende i riflettori su una zona da tempo ostaggio della “movida selvaggia”. Non è la prima volta che piazza delle Gardenie e viale della Primavera diventano teatro di simili violenze. I residenti lottano dal 2020 con petizioni per chiedere presidi fissi e maggiori controlli. La memoria torna al gennaio 2021, quando una lite simile si concluse con colpi di pistola esplosi in strada. «Chiediamo solo di poter dormire tranquilli e non temere per la nostra incolumità ogni volta che usciamo di casa», è l’urlo che si leva dai comitati di quartiere dopo l’ennesima notte di sangue.
Damiano Lalli
