L’obesità è sempre più una sfida sanitaria, sociale ed economica per l’Europa e richiede una risposta più forte e coordinata. È il messaggio emerso dal dibattito che si è svolto in plenaria al Parlamento europeo lo scorso giovedì 12 marzo, dove gli eurodeputati si sono confrontati con la Commissione europea sulle strategie per rafforzare la prevenzione e il trattamento della malattia nell’Unione.

Secondo gli ultimi dati disponibili, le malattie non trasmissibili sono responsabili del 90% dei decessi nell’Unione europea e dell’80% del carico sanitario negli Stati membri. In questo contesto, l’obesità ha un ruolo centrale tra i principali fattori di rischio. Oggi oltre la metà degli adulti europei è in sovrappeso e il 16% è obeso. Le proiezioni per il futuro sono allarmanti: entro il 2035 due miliardi di persone nel mondo vivranno con obesità, con un impatto economico a carico degli Stati membri dell’Unione europea stimato di quasi 4.000 miliardi di euro.

Nel corso della discussione è stato ribadito come l’obesità non possa essere considerata soltanto una questione legata allo stile di vita, ma una malattia cronica complessa, associata a numerose patologie tra cui diabete di tipo 2, malattie cardiovascolari e altri disturbi metabolici. Per questo motivo, diversi interventi hanno sottolineato la necessità di adottare un approccio più ampio che integri politiche sanitarie, prevenzione e accesso alle cure.

Uno dei temi centrali del dibattito è stato quello della prevenzione, in particolare tra i più giovani. Negli ultimi anni, infatti, il numero di bambini e adolescenti in sovrappeso o affetti da obesità è aumentato in diversi Paesi europei, alimentando la preoccupazione delle istituzioni. Tra le possibili soluzioni indicate figurano programmi di educazione alimentare, maggiore informazione ai consumatori e politiche pubbliche che promuovano stili di vita più sani e l’attività fisica.

Nel confronto è emerso anche il tema delle disuguaglianze sanitarie. In molte regioni europee, i tassi di obesità risultano più elevati nelle fasce socioeconomiche più vulnerabili, dove l’accesso a cibo sano, informazione nutrizionale e servizi di prevenzione è spesso più limitato. Per questo motivo, diversi interventi hanno sottolineato la necessità di collegare le politiche contro l’obesità ad altri ambiti dell’azione europea, come istruzione, agricoltura, ambiente urbano e tutela dei consumatori.

Accanto alla prevenzione, l’Eurocamera ha richiamato l’attenzione anche sul trattamento e sull’assistenza alle persone che vivono con obesità. È stata evidenziata l’importanza di garantire un approccio multidisciplinare che includa cure mediche, supporto nutrizionale e assistenza psicologica, oltre a investimenti nella ricerca per sviluppare nuove terapie e strategie di intervento personalizzate.

Sebbene la politica sanitaria resti in gran parte competenza degli Stati membri, il dibattito ha messo in luce il ruolo che l’Unione europea può svolgere nel coordinare le iniziative, sostenere la ricerca e promuovere politiche comuni di prevenzione.

A cura di Rosaria Anna Gerardi