Il 16 marzo 2026 segna l’inizio di una nuova era per il welfare dei giornalisti italiani. Presso la Camera dei Deputati, è stato presentato il piano sanitario ad hoc di Casagit Salute dedicato a pubblicisti e freelance, un progetto nato da mesi di indagine statistica e interlocuzione tra l’Associazione Giornalisti Italiani e la mutua di categoria. In un contesto professionale segnato da un’attesa decennale per il rinnovo del contratto e per l’equo compenso, l’iniziativa si propone di dare risposte concrete a una platea di 80.000 professionisti che, pur rappresentando l’ossatura del pluralismo informativo sui territori, sono stati troppo a lungo esclusi dai sistemi di tutela principali.
La risposta della mutualità alla grande crisi dell’editoria
L’apertura dei lavori ha evidenziato come il piano nasca dalla necessità di mappare le esigenze di una categoria variegata e spesso precaria. Guido D’Ubaldo, Presidente dell’Ordine dei Giornalisti del Lazio, ha inquadrato l’iniziativa in un momento storico drammatico per la professione: «Voi sapete quanto sia difficile oggi il mestiere di giornalista in Italia, tra erosione dei posti di lavoro e aziende editoriali che svuotano le redazioni. In questo contesto, il nuovo piano Casagit permette per la prima volta l’inserimento dei pubblicisti nella nostra assistenza sanitaria, un riconoscimento fondamentale per figure professionali che hanno bisogno di tutele reali». Anche il Dottor Lattanzio, in rappresentanza dell’onorevole Fabio Porta, ha voluto sottolineare il valore sociale di questo impegno, affermando che i giornalisti contribuiscono direttamente al welfare culturale del Paese e meritano forme di protezione che permettano loro di lavorare con serenità.
La differenza tra mutua e assicurazione
Il cuore tecnico del piano è stato illustrato da Francesco Matteoli, Direttore Generale di Casagit Salute, che ha rivendicato l’unicità del modello della società di mutuo soccorso rispetto alle compagnie di assicurazione private. «Casagit è oggi una società di mutuo soccorso aperta al mercato, ma con principi diametralmente opposti a quelli delle assicurazioni. Noi garantiamo la copertura vita intera, senza esclusioni per malattie pregresse e permettendo sempre la libera scelta del medico», ha spiegato Matteoli. Il nuovo piano, tarato specificamente sui freelance, prevede una contribuzione di 50 euro al mese e offre una copertura integrale dei ticket del Servizio Sanitario Nazionale senza massimali, oltre a rimborsi per grandi interventi chirurgici, odontoiatria e lenti.
Un aspetto particolarmente innovativo riguarda il sostegno alla salute mentale, un tema caro alla moderatrice Patrizia Renzetti e ai molti vicepresidenti regionali intervenuti. Matteoli ha confermato la presenza di un contributo per la psicoterapia, spiegando che la professione giornalistica è sottoposta a stress estremi. «Il costo reale dell’abbonamento è inoltre inferiore ai 600 euro annui dichiarati, poiché il contributo gode di una fiscalità agevolata con la detrazione del 19% sull’imposta, un beneficio che le polizze assicurative non possono offrire», ha aggiunto il Direttore Generale, sottolineando come la stabilità di Casagit sia oggi riconosciuta anche dal Ministero della Salute.
La voce dei territori: una conquista per i giovani e i precari
Il dibattito ha visto la partecipazione corale dei rappresentanti degli Ordini regionali, che hanno accolto il piano come una “svolta psicologica”. Elena Magro, vicepresidente del Veneto, ha rimarcato come l’accessibilità economica sia l’arma vincente: «Avere prestazioni a 50 euro al mese rende lo strumento accessibile a chi prima non poteva far fronte ai costi del piano tradizionale, creando un impatto positivo anche sul coinvolgimento dei familiari». Dello stesso avviso Daniele Imperiale (Abruzzo), che ha parlato di una “conquista” in un tempo di spogliazione dei diritti: «Il giornalista di strada, il pubblicista, ha finalmente un traguardo che lo rassicura, specialmente per gli aspetti legati all’assistenza psicologica e alle criticità legali come le querele temerarie».
La chiusura degli interventi ha toccato corde istituzionali profonde. Attraverso una lettera, il sottosegretario all’editoria Alberto Barachini ha espresso il suo apprezzamento per un piano «su misura per i colleghi freelance», ribadendo l’impegno del governo per l’integrità del sistema informativo. Come sottolineato infine da Paola Dalle Molle (Friuli Venezia Giulia) e Piercarlo Lunardi (Valle d’Aosta), l’iniziativa non è solo un servizio sanitario, ma un elemento di dignità professionale e un segnale di speranza per i giovani che si avvicinano alla professione, garantendo loro che, nonostante la “tempesta” del mercato, esiste una rete pronta a sostenerli.
Damiano Lalli
