Ore di altissima tensione nella “Green Zone” di Baghdad, dove un attacco condotto con un drone ha centrato un hotel che ospita parte del personale militare e civile italiano. L’esplosione, avvenuta nella tarda serata di ieri, ha fatto tremare l’intera area fortificata della capitale irachena, ma non ha causato vittime tra i nostri connazionali.

La dinamica: rifugio immediato nei bunker

L’allarme è scattato poco prima dell’impatto, permettendo al personale italiano di attivare immediatamente le procedure di sicurezza e raggiungere i bunker sotterranei della struttura. Nonostante la violenza della deflagrazione, che ha causato danni materiali all’edificio e innescato un principio di incendio, nessuno degli italiani è rimasto coinvolto nell’esplosione.

Crosetto: «Monitoraggio costante»

Il Ministro della Difesa, Guido Crosetto, segue l’evolversi della situazione in tempo reale. Il Ministro si è messo subito in contatto con il Capo di Stato Maggiore della Difesa e il Comandante del COVI (Comando Operativo di Vertice Interforze) per accertarsi delle condizioni dei militari. «Il nostro personale è in sicurezza», hanno confermato fonti della Difesa, precisando che il morale resta alto nonostante il clima di estrema allerta che sta caratterizzando tutta la regione.

Un fronte sempre più caldo

L’episodio di Baghdad non è isolato: l’attacco all’hotel segue di poche ore la caduta di detriti di razzi sulla base italiana di Shama, in Libano, dove un militare della Brigata Sassari è rimasto lievemente ferito a un occhio. La doppia offensiva in Iraq e Libano conferma come i contingenti italiani siano ormai sulla linea di fuoco di un conflitto che minaccia di allargarsi a tutto il quadrante mediorientale.