Via agli incontri del progetto Regione in Comune che prevede i sindaci di Anci Lazio a confronto con gli assessori regionali
Centralità del paziente, innovazione diagnostica e uniformità delle cure sono stati i temi al centro della tavola rotonda dedicata alla biopsia liquida per il tumore mammario, svoltasi presso la Biblioteca Spinelli della Regione Lazio. A intervenire, tra gli altri, il presidente del Consiglio regionale del Lazio, Antonello Aurigemma.
La biopsia liquida rappresenta una frontiera avanzata nella diagnosi oncologica, grazie a un semplice prelievo di sangue che consente di analizzare il DNA tumorale e monitorare l’evoluzione della malattia in modo non invasivo. Un approccio che si inserisce pienamente nel solco della medicina di precisione e personalizzata.
“Quella odierna è una importante occasione di confronto tra istituzioni, medici, mondo scientifico, su un aspetto delicato nell’ambito della salute: la biopsia liquida nel tumore mammario”, ha dichiarato Aurigemma, sottolineando il valore strategico della ricerca in ambito sanitario.
Nel corso dell’incontro è emersa con forza la necessità di garantire omogeneità nell’accesso alle cure, soprattutto rispetto alle nuove terapie, superando le disuguaglianze territoriali e rafforzando la sanità di prossimità. “Dobbiamo garantire percorsi uniformi senza differenze territoriali, in modo da rafforzare la presa in carico, uscendo da una logica ospedalocentrica”, ha aggiunto.
Altro punto centrale, l’umanizzazione delle cure, con un approccio che metta al centro i bisogni delle persone. “Le persone e i loro bisogni devono essere al centro di tutto”, ha ribadito Aurigemma, evidenziando anche il ruolo fondamentale della collaborazione tra istituzioni, operatori sanitari e associazioni.
Un confronto che conferma come innovazione scientifica e organizzazione del sistema sanitario debbano procedere insieme, per garantire cure sempre più efficaci, accessibili e attente alla dimensione umana del paziente.