L’euro digitale avanza, ma senza strappi. È questo il messaggio emerso dall’audizione di Piero Cipollone, rappresentante della Banca Centrale Europea (BCE), intervenuto lo scorso 24 marzo in audizione in Commissione per i problemi Economici e Monetari (ECON) al Parlamento europeo di Bruxelles per fare il punto su uno dei progetti più rilevanti per il futuro del sistema finanziario europeo: l’euro digitale.
Nel suo intervento, Cipollone ha chiarito che l’euro digitale non è destinato a sostituire il contante, ma a integrarlo. Una “evoluzione naturale” del denaro pubblico nell’era digitale, ha spiegato, pensata per garantire ai cittadini europei un mezzo di pagamento sicuro, accessibile e indipendente dalle grandi piattaforme private.
Il progetto nasce in un contesto di profonda trasformazione dei pagamenti, sempre più dominati da operatori globali e soluzioni extraeuropee. Da qui, la necessità, ribadita più volte durante l’audizione, di rafforzare la sovranità monetaria dell’Unione. “L’Europa deve essere pronta”, è stato in sostanza il messaggio, anche senza una decisione definitiva già presa.
Sul piano tecnico, l’euro digitale si configurerebbe come una moneta elettronica emessa direttamente dalla BCE, utilizzabile dai cittadini per i pagamenti quotidiani. A differenza dei sistemi attuali, basati su intermediari privati, rappresenterebbe una forma di denaro pubblico digitale, con garanzie analoghe a quelle del contante.
Tra gli obiettivi principali indicati da Cipollone figurano l’innovazione dei sistemi di pagamento, l’inclusione finanziaria, con particolare attenzione a chi oggi ha accesso limitato ai servizi bancari, e la sicurezza. Proprio la privacy è stata al centro del confronto con gli Eurodeputati: la BCE punta a un modello che protegga i dati personali senza compromettere le esigenze di contrasto alle attività illecite.
Non sono mancate, tuttavia, le perplessità. Diversi europarlamentari hanno sollevato dubbi sull’impatto che l’euro digitale potrebbe avere sul sistema bancario tradizionale e, in particolare, sul rischio che i cittadini trasferiscano parte dei loro depositi verso la banca centrale. Altri hanno espresso timori legati a un possibile eccesso di controllo pubblico sui pagamenti.
A queste osservazioni, Cipollone ha risposto sottolineando che il progetto prevede limiti e salvaguardie precise per evitare effetti destabilizzanti. L’obiettivo, ha ribadito, non è sostituire le banche, ma affiancarle in un ecosistema più moderno e resiliente. L’intervento del rappresentante della BCE si è concluso con un chiaro messaggio: l’euro digitale è ancora in fase di progettazione e non è stata presa una decisione definitiva sulla sua introduzione. Tuttavia, il lavoro prosegue con l’obiettivo di essere pronti nel caso in cui l’evoluzione del mercato lo renda necessario.
In conclusione, il quadro resta aperto: l’euro digitale è ancora in fase di preparazione e la decisione finale spetterà alle istituzioni europee.
Per maggiori informazioni sull’audizione della BCE al Parlamento europeo: link.
A cura di Rosaria Anna Gerardi
