Un quarto di secolo di attività per l’ospedale “Sant’Andrea” di Roma, realtà ormai consolidata nel panorama sanitario regionale e nazionale, capace di coniugare innovazione, didattica e cura. Questo il messaggio emerso durante la celebrazione dei 25 anni della struttura, alla presenza di istituzioni e vertici del mondo sanitario e accademico.

A sottolineare il valore del traguardo è stato il Presidente del Consiglio Regionale del Lazio, Antonello Aurigemma, intervenuto all’evento insieme, tra gli altri, al Presidente della Regione Francesco Rocca, al direttore generale dell’azienda ospedaliero-universitaria Sant’Andrea Francesca Milito, alla rettrice dell’Università La Sapienza Antonella Polimeni, a Francesco Storace e all’Onorevole Fabio Rampelli.

Un anniversario che rappresenta non solo un momento celebrativo, ma anche un riconoscimento concreto al lavoro svolto nel tempo, come evidenziato dallo stesso Aurigemma: “Venticinque anni rappresentano un risultato importante. Un grazie ai medici, a tutto il personale per le preziose attività che svolgono ogni giorno in questa struttura, diventata una vera eccellenza”.

Il Sant’Andrea si conferma infatti come un modello di integrazione tra ambiti fondamentali della sanità moderna. “Un luogo dove si integrano al meglio ricerca, formazione e assistenza, grazie anche alla sinergia con l’Università”, ha aggiunto il Presidente del Consiglio Regionale, rimarcando il ruolo strategico della collaborazione accademica.

Un patrimonio costruito nel tempo grazie al contributo di professionisti e operatori sanitari, protagonisti di un percorso che ha reso l’ospedale un punto di riferimento per il territorio. “Un riconoscimento va a tutte le persone che nel corso di questi anni hanno lavorato al servizio di comunità e territori, rendendo il Sant’Andrea una bella e consolidata realtà”, ha concluso Aurigemma. Un traguardo che guarda al futuro, mantenendo al centro qualità delle cure, innovazione e formazione delle nuove generazioni di professionisti della sanità.