La Regione Lazio scende in campo accanto alle altre Regioni coinvolte nella filiera dell’automotive per affrontare la profonda crisi che sta investendo il settore, con particolare attenzione allo stabilimento Stellantis di Cassino, nel comune di Piedimonte San Germano. È quanto ha annunciato la vicepresidente della Regione Lazio, Roberta Angelilli, al termine di un incontro con le organizzazioni sindacali dedicato alla situazione sempre più difficile del sito produttivo. Per domani, venerdì 10 aprile, è convocato un tavolo nazionale, con l’obiettivo di elaborare una proposta condivisa da presentare anche nelle sedi europee competenti.
I numeri parlano chiaro: nel primo trimestre del 2026 lo stabilimento ha operato per soli 17 giorni, con una produzione di circa 2.500 vetture, quasi la metà rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Un dato che si inserisce in un trend già preoccupante: nel corso del 2025 la produzione complessiva si era attestata a 19.364 unità, segnando un calo del 27,9%.
Di fronte a questo scenario, la Regione ha già attivato una serie di misure a sostegno dell’indotto: 5,5 milioni di euro di risorse dedicate e un piano complessivo da oltre 120 milioni, sviluppato in collaborazione con la Banca Europea degli Investimenti, che punta su credito, innovazione e riconversione produttiva. Si attendono inoltre ulteriori fondi statali e nuove agevolazioni. «Serve un’azione comune e una strategia europea», ha dichiarato Angelilli, ribadendo la necessità che Stellantis presenti un piano industriale chiaro e credibile. L’appuntamento è fissato per il 21 maggio, data in cui l’azienda è attesa a fornire indicazioni concrete sul futuro del sito.
Nel frattempo, cresce l’allarme tra i sindacati per la tenuta occupazionale dello stabilimento, mentre la Regione lavora anche alla proroga degli ammortizzatori sociali a tutela dei lavoratori dell’indotto.
