Gorga si prepara ad accogliere la tradizionale Sagra degli Gnocchi grazie all’impegno del commissario della XVIII Comunità Montana del Lazio Claudio Crocetta e al contributo stanziato da ARSIAL (Agenzia Regionale per lo Sviluppo e l’Innovazione dell’Agricoltura del Lazio).
L’evento, previsto per la fine di luglio, celebrerà un piatto semplice ma ricco di storia che rappresenta l’identità culinaria dei Monti Lepini. Durante la manifestazione i visitatori potranno degustare gli gnocchi preparati secondo la ricetta antica: patate lessate e schiacciate, farina locale, uova fresche e un pizzico di sale, impastati a mano e conditi con sugo di pomodoro fresco, basilico e pecorino dei pastori locali o con il sugo di carne. La sagra diventerà anche vetrina per gli altri borghi della comunità montana che esporranno i loro prodotti tipici, dall’olio extravergine alle castagne, dai formaggi ai salumi artigianali.
Abbiamo intervistato il commissario Claudio Crocetta per approfondire i dettagli dell’iniziativa. Commissario, come nasce l’idea di riproporre la sagra? La sagra nasce dalla volontà di valorizzare le tradizioni enogastronomiche del nostro territorio e di creare un momento di aggregazione per residenti e turisti. Quali sono gli elementi che rendono speciali questi gnocchi? La particolarità sta nell’uso di patate a pasta gialla colte nelle nostre zone montane e nella lavorazione manuale che garantisce una consistenza unica. Come verrà impiegato il contributo ARSIAL? I fondi copriranno l’organizzazione logistica, la promozione dell’evento e il supporto agli espositori dei paesi della comunità montana. Quali comuni parteciperanno? Oltre a Gorga, saranno presenti Artena, Carpineto Romano, Montelanico e Segni con stand dedicati alle eccellenze locali.
Cosa si aspetta in termini di afflusso? Contiamo diverse migliaia di presenze, considerando anche il richiamo turistico della zona nel periodo estivo. Ci sarà un programma collaterale? Sì, prevediamo musica tradizionale, dimostrazioni di cucina dal vivo e laboratori per bambini sulla lavorazione della pasta fresca. Qual è il messaggio che vuole lanciare? Vogliamo dimostrare che i piccoli borghi montani custodiscono tesori di cultura e sapore che meritano di essere conosciuti e tutelati.
Come si colloca questa sagra nel progetto di valorizzazione della Comunità Montana? Rappresenta un tassello fondamentale di una strategia che punta su turismo sostenibile, filiera corta e recupero delle identità locali. Quali sono le prossime sfide? Proseguiremo con il sostegno alle produzioni tipiche, il miglioramento dell’accessibilità dei borghi e la creazione di itinerari enogastronomici integrati. La ricetta tradizionale degli gnocchi di Gorga prevede di lessare le patate con la buccia, schiacciarle ancora calde, aggiungere farina tipo 00 in proporzione di circa 300 grammi per chilo di patate, un uovo e sale q.b., lavorare l’impasto velocemente per non renderlo elastico, formare i cordoncini e tagliarli a tocchetti che verranno poi rigati con i rebbi della forchetta per trattenere meglio il condimento.
La cottura avviene in acqua bollente salata e gli gnocchi sono pronti quando vengono a galla. Il condimento classico è un sugo semplice di pomodoro fresco, aglio, olio extravergine dei Lepini e basilico, con abbondante pecorino grattugiato oppure il sugo di carne. Questa preparazione, tramandata di generazione in generazione, rappresenta l’essenza della cucina povera ma genuina della montagna laziale.
La sagra di fine luglio sarà l’occasione perfetta per assaporare questa delizia in un contesto di festa e convivialità, immersi nel paesaggio suggestivo dei Monti Lepini. Grazie commissario, vi aspettiamo numerosi a Gorga per scoprire il vero sapore della nostra montagna.
Gabriele Steri
