Tensione alta nell’aula della Prima Corte d’Assise di Roma, dove l’udienza di lunedì 13 aprile si è trasformata in uno scontro serrato tra esperti. Al centro del dibattito, la questione chiave: Francis Kaufmann, cittadino statunitense accusato di aver ucciso la compagna Anastasia Trofimova e la figlia Andromeda, è davvero in grado di sostenere il processo?
Secondo i periti incaricati dalla Corte, dopo diversi colloqui svolti nel carcere di Regina Coeli, l’imputato mostrerebbe segnali di un disturbo psicotico. Gli esperti descrivono una personalità discontinua: da una parte accuse deliranti rivolte ai medici e racconti fantasiosi, dall’altra momenti di lucidità, soprattutto quando si parla di questioni economiche legate al processo. Per il professor Giovanni De Girolamo, sarebbe necessaria una terapia farmacologica di almeno un mese, al termine della quale Kaufmann potrebbe tornare in grado di partecipare consapevolmente al procedimento.
Di parere opposto la Procura, che contesta con forza questa ricostruzione. Il pubblico ministero Antonio Verdi ha espresso timori riguardo a una possibile sospensione del processo, sottolineando il rischio di uno stallo indefinito qualora l’imputato rifiutasse le cure. Secondo l’accusa, i comportamenti osservati sarebbero frutto di una strategia studiata per influenzare l’esito del giudizio, più che di una reale patologia.
Anche i consulenti di parte si sono schierati contro la tesi dell’incapacità temporanea. Lo psichiatra Stefano Ferracuti ha escluso la presenza di un quadro compatibile con gravi disturbi mentali, mentre la psicologa forense Roberta Bruzzone ha parlato apertamente di una simulazione poco convincente, sostenendo che l’imputato sarebbe pienamente consapevole della situazione e delle conseguenze delle proprie azioni.
Al termine dell’udienza, i giudici hanno deciso di prendersi del tempo per valutare la richiesta di sospensione. Nessuna nuova data è stata ancora fissata, lasciando il processo in una fase di incertezza. La decisione finale dovrà stabilire se accogliere le conclusioni dei periti o seguire la
linea dell’accusa, che descrive Kaufmann come un abile simulatore.
Beatrice Progni
