Nella cornice istituzionale della Sala delle Bandiere in Campidoglio, è stata presentata ufficialmente “Forma 2026 – Identità contemporanea”, l’evento che l’8 e il 9 maggio animerà La Nuvola, uno degli spazi simbolo della Roma proiettata nel futuro. Il sottotitolo – “L’abito, la community, il riconoscersi” – definisce con precisione la direzione culturale della manifestazione: la moda come costruzione identitaria, appartenenza e processo di autorappresentazione collettiva.

A sottolineare la centralità strategica del progetto è intervenuto Alessandro Onorato, Assessore ai Grandi Eventi, Sport, Turismo e Moda di Roma Capitale. Onorato ha rivendicato con chiarezza la volontà politica che ha reso possibile Forma: una sinergia istituzionale concreta, costruita insieme alla Regione Lazio. Accanto a lui, Roberta Angelilli, Vicepresidente e Assessore allo Sviluppo Economico, Commercio, Artigianato, Industria e Internazionalizzazione della Regione Lazio, che ha ribadito con la stessa determinazione il valore del progetto: “le accademie sono luoghi umani fatti di persone e idee”, sottolineando la necessità di dare continuità e forza a un settore che è radice culturale ma anche futuro. Il passaggio chiave è culturale prima ancora che organizzativo: unire accademie e scuole di moda – un tempo frammentate – oggi diventa sistema. “Roma deve tornare al centro della moda”, ha ribadito Onorato, definendola elemento caratterizzante della città.

Forma si configura così come risposta concreta a chi dubitava della possibilità di costruire un ecosistema integrato tra istituzioni, formazione, imprese e grandi firme. Un sistema che trova espressione nella partecipazione delle principali realtà formative della Capitale: Accademia Costume & Moda, Accademia del Lusso, Accademia di Belle Arti di Roma, Accademia Koefia, Accademia Italiana Arte Moda Design, IED Istituto Europeo di Design, MAM Maiani Accademia Moda e NABA Nuova Accademia di Belle Arti.

I numeri rafforzano il quadro: oltre 20.000 aziende nel Lazio, di cui circa 14.000 tra Roma e provincia. Non un comparto marginale, ma una filiera produttiva strutturata e strategica.
“Serve ora un passo ulteriore”, ha sottolineato Onorato: trasformare queste capacità in un sistema stabile che unisca istituzioni, formazione, aziende e cultura. In questa direzione si inseriscono partnership strategiche con Vogue Italia, RAI e Roma & Partners.

Sulla stessa linea Angelilli, che rilancia la visione: rafforzare il sistema moda come leva di sviluppo contemporaneo e internazionale. “C’è spazio per una contaminazione in ogni ambito”, dalla formazione alle imprese, fino alla cultura, con un obiettivo preciso: trasformare eventi come Forma in piattaforme per l’export. Il programma riflette questa impostazione: showcase, installazioni, incontri e conversazioni. Le accademie ribadiscono un leitmotiv condiviso – la diversità come ricchezza – perfettamente in linea con la natura storica di Roma, città dell’accoglienza.

A completare il quadro, i due pilastri della moda capitolina: l’alta moda e l’artigianalità, elementi in continua evoluzione tra ricerca sui materiali e innovazione stilistica. Forma 2026 non è solo un evento. È un’infrastruttura culturale e industriale che prova a riportare Roma al centro del sistema moda globale. E questa volta, con basi concrete e una visione finalmente condivisa.
Massimiliano Baglioni