Dalla plenaria di Cagliari arriva un segnale politico netto sul fronte della sanità privata: la Conferenza dei Presidenti delle Assemblee legislative delle Regioni e delle Province autonome ha approvato all’unanimità l’ordine del giorno per sollecitare il rinnovo dei contratti nazionali di lavoro del settore. A presentare il documento è stato il Coordinatore della Conferenza, Antonello Aurigemma, che incassa così un sostegno trasversale su una questione rimasta irrisolta da anni.
Nel dettaglio, il CCNL dei lavoratori della sanità privata ospedaliera non viene rinnovato da otto anni, mentre quello relativo a RSA e strutture sociosanitarie è fermo da quattordici anni, una situazione che continua a pesare su migliaia di operatori. L’atto approvato impegna la Conferenza a promuovere iniziative anche in sede di Conferenza Stato-Regioni e a verificare il rispetto dei contratti sottoscritti dalle organizzazioni sindacali maggiormente rappresentative nell’ambito degli accreditamenti e degli accordi con le strutture private.
“Desidero esprimere la massima soddisfazione e il ringraziamento ai membri della Conferenza per il grande senso di responsabilità e di attenzione: di fronte a tematiche di profondo interesse, è indispensabile il gioco di squadra e l’unità d’intenti”, ha dichiarato Antonello Aurigemma, sottolineando anche come “proprio mercoledì il Consiglio Regionale del Lazio ha votato un ordine del giorno sempre all’unanimità su tale tematica”.
Un passaggio centrale riguarda il riconoscimento del ruolo degli operatori: “I lavoratori della sanità privata, accreditata e sociosanitaria, forniscono un contributo di grandissima rilevanza. Ed è fondamentale che non ci siano differenze rispetto a quelli della sanità pubblica”, ha aggiunto Aurigemma, ribadendo la necessità di un’azione condivisa per superare lo stallo. Il voto unanime rappresenta dunque un passaggio politico significativo, che rilancia il tema del rinnovo contrattuale e pone le basi per un confronto istituzionale più ampio, con l’obiettivo di colmare un divario che da troppo tempo incide sulle condizioni di lavoro nel comparto sanitario privato.
