Il pomeriggio di domenica 17 maggio ha visto la periferia est della Capitale trasformarsi nel palcoscenico di una massiccia mobilitazione popolare. Centinaia di residenti provenienti dai quartieri di Centocelle, Pigneto e Torpignattara hanno sfilato in corteo lungo la via Casilina per protestare contro la soppressione definitiva dello storico “trenino giallo”, la linea ferroviaria Termini-Centocelle che per decenni ha garantito il collegamento diretto tra Roma Est e il centro cittadino.
Ad aprire il lungo serpentone di manifestanti, partito da largo Perestrello e risalito lungo l’arteria stradale in direzione Pigneto, uno striscione con uno slogan chiaro e perentorio: «Senza non si può». Tra cori, musica e una fitta nebbia di fumogeni rigorosamente gialli – scelti per omaggiare il colore simbolo dello storico convoglio – i cittadini, supportati da comitati di quartiere e realtà associative come Arci Roma, hanno rivendicato con forza il diritto alla mobilità e a una democrazia partecipata che tenga conto delle reali esigenze del territorio.

Lo scontro di marzo e lo stop definitivo della linea

La drastica decisione di interrompere le corse del trenino risale allo scorso 4 marzo, quando uno scontro tra due convogli aveva imposto un blocco temporaneo del servizio. Quello che doveva essere uno stop momentaneo si è però trasformato in una pietra tombale sulla linea a causa degli stringenti interventi di adeguamento strutturale richiesti dall’Ansfisa (l’Agenzia nazionale per la sicurezza delle ferrovie).
Come spiegato l’8 aprile dal presidente della Commissione Mobilità capitolina, Giovanni Zannola, tali interventi, per complessità e costi, sono stati ritenuti del tutto incompatibili con le condizioni attuali della tratta. Il Campidoglio ha precisato che la direttrice non verrà abbandonata, poiché sullo stesso tracciato è già stata pianificata la futura linea tranviaria Termini-Giardinetti-Tor Vergata (la cosiddetta Linea G). Per i residenti, tuttavia, le promesse sul futuro non bastano a colmare un vuoto che pesa drammaticamente sul presente, lasciando intere fette di popolazione orfane di un mezzo pubblico fondamentale per raggiungere scuole, posti di lavoro e servizi essenziali.

La protesta contro i bus e il piano d’emergenza del Comune

Le misure tampone introdotte immediatamente dopo la sospensione della linea – rappresentate dal potenziamento delle storiche linee bus 105 e 409 – si sono rivelate, secondo i comitati territoriali, ampiamente insufficienti. I cittadini denunciano quotidianamente tempi di attesa estenuanti alle fermate, vetture perennemente sature e collegamenti molto meno diretti, sollevando lo spettro di un progressivo e pericoloso isolamento di tutta Roma Est.
Consapevole dei pesanti disagi, l’Amministrazione capitolina ha annunciato un piano di emergenza volto a implementare il servizio su gomma a partire dal prossimo 15 giugno. Il pacchetto di contromisure prevede l’attivazione di due nuove linee bus dedicate: la linea 104 che sarà operativa dal lunedì al sabato e transiterà lungo via dell’Acqua Bullicante e avrà il compito di collegare via Casilina (nel tratto compreso tra viale Palmiro Togliatti e via di Tor Pignattara) sia con la stazione Malatesta della linea C della metropolitana, sia con i nodi tranviari che percorrono via Prenestina; la linea 105L che sarà un collegamento navetta attivo esclusivamente nelle ore di punta della mattina e del pomeriggio e percorrerà via Casilina per connettere direttamente la fermata della Metro C “Parco di Centocelle” con via Prenestina, all’altezza della circonvallazione Casilina.

Resta da vedere se questo potenziamento estivo basterà a placare la rabbia di una piazza che non intende rinunciare alla certezza del vecchio binario.

Damiano Lalli