Servizio di Gabriele Steri
Roma ha celebrato giovedì 4 giugno 2026 l’82° Anniversario della sua Liberazione, snodandosi in una mattinata di commemorazioni istituzionali che ha toccato i luoghi simbolo della Resistenza capitolina. Le cerimonie, organizzate congiuntamente dal Cerimoniale della Regione Lazio e di Roma Capitale in stretta collaborazione con le associazioni combattentistiche, militari, partigiane e i familiari dei caduti, hanno visto la partecipazione delle massime cariche cittadine e regionali, unite nel ricordo del sacrificio che portò alla caduta dell’occupazione nazifascista. La giornata è iniziata alle ore 09:40 presso la lapide ai Caduti per la Libertà di Porta San Paolo, snodo cruciale dell’ultima battaglia per la difesa della Capitale. Qui il Vice Presidente della Commissione Speciale Piani di Zona Marco Colarossi, accolto dai cerimonieri regionali, ha deposto congiuntamente al Sindaco Roberto Gualtieri la prima corona d’alloro, offerta dalla Città Metropolitana. Dopo il breve saluto, la delegazione si è trasferita al Parco dei Martiri di Forte Bravetta, dove alle 10:30 ha avuto luogo la seconda deposizione, curata questa volta dalla Regione Lazio. A Forte Bravetta la cerimonia ha assunto i toni più solenni della memoria civile: dopo il gesto simbolico della corona, si sono succeduti gli interventi del Presidente del Municipio XII Elio Tomassetti, dello stesso Colarossi e del Sindaco Gualtieri, culminati nella commovente lettura dell’Appello dei Martiri. L’ultimo atto commemorativo si è svolto intorno alle 12:00 al Sacrario dei Martiri de La Storta, in Via Cassia. Qui Colarossi è stato raggiunto dall’Assessore capitolino Giuseppe Battaglia per la terza e ultima deposizione congiunta, con la corona offerta dal Comune di Roma. Proprio in questo luogo, teatro di una delle più efferate stragi dell’occupazione, il Consigliere regionale del Lazio Marco Colarossi di Forza Italia ha pronunciato un commosso discorso ricordando che “il 4 giugno 1944, mentre gli Alleati stavano entrando in città e la popolazione romana si preparava finalmente a ritrovare la libertà dopo lunghi mesi di occupazione, quattordici uomini detenuti nel carcere di via Tasso vennero caricati su un camion dai tedeschi in fuga verso il Nord nei pressi della località La Storta vennero Fucilati. Erano uomini diversi per provenienza, professione e storia personale. C’erano militari, sindacalisti, insegnanti, professionisti, operai, partigiani. Erano italiani, ma vi erano anche un cittadino polacco e un agente britannico impegnati nella lotta contro il nazifascismo. Tra loro vi era Bruno Buozzi, figura simbolo del movimento sindacale italiano, dirigente socialista e protagonista delle battaglie per i diritti dei lavoratori; vi era il maggiore della Marina Alfeo Brandimarte, medaglia d’oro al valor militare. Vi erano uomini che avevano scelto di opporsi all’oppressione, di non piegarsi alla dittatura, di difendere la libertà e la dignità umana.” A seguire, la lettura dell’Appello dei Martiri affidata agli studenti dell’Istituto Bruno Buozzi, a simboleggiare il passaggio di testimone tra le generazioni. Sono poi intervenuti il Presidente del Municipio XV Daniele Torquati e l’Assessore Battaglia. A fare da cornice a tutte le tappe, i gonfaloni della Regione, di Roma Capitale e della Città Metropolitana, a testimoniare l’unità delle istituzioni nel mantenere viva la memoria storica, un dovere civico che le autorità hanno ribadito con fermezza di fronte ai rappresentanti dell’Anpi e alle associazioni dei familiari, custodi indispensabili della verità storica di quei giorni drammatici che cambiarono per sempre il volto dell’Italia.
