L’Unione europea deve affrontare con urgenza la crescente crisi del personale sanitario. È questo il messaggio lanciato dalle commissioni parlamentari per l’Occupazione e gli Affari sociali (EMPL) e per la Salute pubblica (SANT), che hanno approvato a larga maggioranza una risoluzione di iniziativa per rafforzare la sostenibilità dei sistemi sanitari europei e migliorare le condizioni di lavoro nel settore.

Il rapporto di iniziativa, adottato lo scorso mercoledì 3 giugno 2026 con ampia maggioranza (85 voti favorevoli e 3 contrari), chiede alla Commissione europea una strategia ambiziosa per aumentare di almeno 1 milione il numero degli operatori sanitari nel prossimo quadro finanziario pluriennale dell’Unione europea, previsto tra il 2028 e il 2034. Secondo gli Eurodeputati, il deficit di personale sanitario rappresenta ormai una delle principali emergenze sociali e sanitarie del continente. Già nel 2022 mancavano circa 1,2 milioni di lavoratori nel settore, mentre entro il 2030 si prevede una carenza di quasi un milione di professionisti, tra medici, infermieri e operatori sociosanitari. L’invecchiamento della popolazione e l’aumento della domanda di cure a lungo termine rischiano di aggravare ulteriormente la situazione.

Per invertire la tendenza, il Parlamento europeo propone misure mirate per rendere più attrattive le professioni sanitarie, incentivando soprattutto i giovani a intraprendere percorsi di studio e carriera nel settore. Tra le proposte figurano borse di studio finanziate dall’UE, programmi di cooperazione transfrontaliera e interventi per garantire salari equi, maggiore stabilità occupazionale e migliori prospettive professionali. Grande attenzione viene riservata anche alle condizioni di lavoro del personale sanitario. Gli Eurodeputati sottolineano la necessità di garantire una retribuzione adeguata, sicurezza lavorativa e supporto psicologico. Il benessere mentale degli operatori sanitari viene definito una priorità assoluta, considerando che un medico o infermiere su tre soffre di problemi legati alla salute mentale. Inoltre, il testo adottato insiste anche sulla necessità di una formazione di alta qualità per il personale sanitario.

Gli Eurodeputati chiedono, inoltre, alla Commissione europea di “monitorare e garantire il rispetto della Direttiva europea sull’orario di lavoro, poiché un medico su quattro, in particolare i medici specializzandi, e un infermiere su dieci lavorano più di 50 ore a settimana, il che porta a esaurimento, burnout e un maggior rischio di errori medici”. Il rapporto propone, inoltre, un quadro normativo obbligatorio che riconosca i livelli di personale insufficienti come un rischio professionale, al fine di ridurre il carico fisico, psicologico e amministrativo che grava sugli operatori in prima linea. Tra le richieste emerge anche un aumento dei finanziamenti destinati alla sanità, sia attraverso maggiori investimenti pubblici nazionali sia tramite un utilizzo più strategico dei fondi europei dedicati al settore.

Il Parlamento europeo guarda, infine, con interesse all’innovazione tecnologica. Pur ribadendo che le cure mediche devono restare centrali, gli Eurodeputati riconoscono il potenziale delle soluzioni digitali, come la telemedicina e la diagnostica supportata dall’intelligenza artificiale, soprattutto nelle aree rurali dove la carenza di personale è più grave. Per questo chiedono programmi di formazione digitale e competenze specifiche sull’uso dell’intelligenza artificiale nel settore sanitario.

La relazione così approvata dovrà ora essere votata dal Parlamento europeo durante la prossima sessione plenaria prevista per il mese di luglio.

Per prendere visione del testo della risoluzione di iniziativa:  link.

A cura di Rosaria Anna Gerardi