Era riuscito a farla franca per quasi due mesi, ma ad incastrarlo è stata una sua impronta digitale che i carabinieri sono riusciti ad isolare. Così un 22enne di origine napoletana e residente nel capoluogo campano è stato rintracciato nella stessa Napoli dai militari ed è stato arrestato. Il giovane era destinatario di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere emessa il 3 giugno 2026 dal Tribunale di Roma poiché gravemente indiziato del reato di truffa aggravata in concorso.
La truffa all’anziana
Tutto si è svolto lo scorso 21 aprile, giorno del Natale di Roma, nella Capitale. La vittima, una donna di 66 anni, era stata contattata via Whatsapp tramite un numero di telefono camuffato dai truffatori, per farlo apparire come se fosse della Questura di Roma. In questo frangente era stata inviata alla donna una falsa documentazione giudiziaria che la vedeva come indagata. Una minaccia su cui i truffatori hanno fatto leva dicendo alla donna di un suo presunto coinvolgimento in un’indagine per una rapina in una gioielleria commessa con l’auto del padre defunto. Non paghi, i malviventi avevano anche detto alla 66enne di non parlare della vicenda con suo marito, prospettandole la necessità di far verificare i gioielli e i valori in suo possesso ad un sedicente “perito del Tribunale”. La donna, presa dal panico, aveva così consegnato ai complici presentatisi alla porta della sua abitazione, 650 euro in contanti, 3.000 dollari, 2.500 franchi svizzeri e una borsa con monili e preziosi prelevati da una cassetta di sicurezza. Il tutto per un valore di 3.500.000 milioni di euro.
La svolta
Sono stati i rilievi scientifici effettuati dai carabinieri a portare all’arresto del 22enne in questione. I militari infatti, sono stati bravi ad isolare un’impronta digitale lasciata dall’autore del reato (il giovane ndr) sulla vettura della vittima. Così gli accertamenti del R.I.S. hanno permesso di dare un’identità alla persona che è stata anche riconosciuta in foto dalla vittima in un successivo momento. Raccolti così i gravi indizi di colpevolezza nei suoi confronti, i carabinieri della Stazione Roma Salaria hanno consentito alla Procura di richiedere e ottenere l’ordinanza di custodia cautelare a cui è stata data esecuzione. Il 22enne si trova ora rinchiuso nel carcere napoletano di Poggioreale a disposizione dell’Autorità Giudiziaria. Le indagini però non sono ancora chiuse, perché i carabinieri stanno cercando di identificare anche i suoi complici.
