«Vieni con me, ti porto a vedere una cosa». Inizia così, senza filtri, il video che il deputato di Fratelli d’Italia Marco Perissa ha pubblicato sui social, trasformandosi per qualche minuto in guida improvvisata nell’inferno quotidiano del comprensorio ex residence Bastogi, nella periferia nord-ovest della Capitale (Municipio XIV, zona Montespaccato/Primavalle). Poche centinaia di metri percorsi tra tubature scoppiate, giardini abbandonati e ascensori fuori uso bastano per restituire l’immagine di un quartiere dimenticato da decenni dall’amministrazione capitolina.

La storia di un fallimento lungo quarant’anni. Nato negli anni Ottanta per alloggiare i dipendenti Alitalia, il complesso fu rilevato dal Comune di Roma nel 1989 come soluzione temporanea per le famiglie in emergenza abitativa. Quella provvisorietà è diventata una condanna a vita: oggi circa tremila persone, distribuite in quattrocento nuclei familiari, vivono in appartamenti progettati per due o tre abitanti, sopraffatti da umidità, muffe e impianti fognari al collasso. Molti residenti non hanno nemmeno diritto alla residenza anagrafica.

Un’emergenza sanitaria nascosta. Le immagini del reel documentano ciò che i cittadini denunciano da anni: l’acqua calda è un miraggio, le caldaie centralizzate sono guaste e nessuno interviene. Nella palazzina E, le canne fumarie contengono ancora amianto, mentre nelle altre è stato sostituito. I residenti segnalano un numero crescente di tumori in età precoce. «Qui la gente muore», dice Perissa davanti alla telecamera. I termosifoni si accendono d’estate e restano spenti d’inverno. Nelle case non esiste l’allaccio al gas: le famiglie cucinano e si scaldano con bombole gpl, esponendosi a rischi gravissimi.

L’ascensore rotto e la disabilità negata. Tra le storie più drammatiche raccolte sul campo, quella di una persona con grave disabilità, intrappolata al terzo piano perché l’ascensore è fuori servizio e nessuno lo ripara. «Cittadini di Roma di serie B, di serie C», li definisce Perissa, accompagnato dal sig. Oreste e altri membri del comitato di quartiere.

Il rogo mai sanato. L’8 marzo 2024 un incendio causato da un cortocircuito ha reso inagibili interi appartamenti. A oltre due anni di distanza, le pareti annerite sono ancora lì: la ricostruzione non è mai partita. I residenti hanno provveduto da soli alla messa in sicurezza.

La protesta ignorata. Sabato 23 maggio 2026 oltre mille persone hanno marciato da Bastogi a Montespaccato, chiedendo la conversione in edilizia residenziale pubblica. Dei principali telegiornali nazionali non è passata traccia.

La risposta del Campidoglio. L’assessore al Patrimonio Tobia Zevi ha confermato nove milioni di euro per riqualificare solo due delle sei palazzine. Un intervento a macchia di leopardo che lascia centinaia di famiglie nell’incertezza.

La sfida a Gualtieri. Perissa annuncia che riparerà personalmente la pensilina dell’autobus di Bastogi, «così i cittadini potranno aspettare seduti». Ma lancia un messaggio chiaro al sindaco: «La verità è che qui ci dovresti essere tu a prenderti cura di questi cittadini». Bastogi non è un’emergenza lontana. È lo specchio di un sistema che ha smesso di funzionare.

Gabriele Steri