I Finanzieri del Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Roma, presso lo scalo aeroportuale “Leonardo
da Vinci” di Fiumicino, in collaborazione con i funzionari dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM),
hanno sottoposto a sequestro 216 chilogrammi di khat e denunciato un passeggero di nazionalità israeliana.
Il soggetto, proveniente da Tel Aviv, è stato selezionato per un controllo mirato dai militari del Gruppo di
Fiumicino e dal personale dell’Agenzia delle Dogane e dei Monopoli, a causa delle risposte vaghe e
contraddittorie fornite in merito alle ragioni del viaggio e ai dettagli del soggiorno in Italia.
L’approfondimento ispettivo, eseguito tramite scansione radiogena e successiva apertura dei sette bagagli da stiva intestati al viaggiatore, ha permesso di rinvenire l’ingente partita di sostanza stupefacente (catha edulis),
costituita da mazzetti e arbusti freschi di foglie e germogli. La merce illecita è stata sottoposta a sequestro
penale. Essendo l’unico intestatario delle etichette bagaglio (tag) associate al carico, il passeggero è stato denunciato a piede libero alla Procura della Repubblica di Civitavecchia per la violazione dell’articolo 73 del D.P.R. 309/1990
Cos’è il khat
Si tratta di una pianta originaria dell’Africa orientale e della Penisola Arabica. Le sue foglie vengono masticate per via dei propri effetti stimolanti che agiscono sul sistema nervoso in maniera simile a quella delle anfetamine. Questo è possibile grazie ai principi attivi del catinone e della catina. D conseguenza il khat provoca euforia, aumento dello stato di veglia, loquacità e riduce il senso di fame e di sete. Il suo uso prolungato può causare forte dipendenza, insonnia, problemi cardiaci e danni alle gengive. In Italia e in molti altri Paesi occidentali il khat è considerato una sostanza stupefacente illegale perchè contiene alcaloidi controllati.
