Ucraina, Medio Oriente, Mar Nero e rapporti con le Nazioni Unite. Sono stati questi i principali dossier al centro del Consiglio Affari Esteri dell’Unione europea riunito a Bruxelles lo scorso lunedì 13 luglio 2026 sotto la presidenza dell’Alta rappresentante per la politica estera dell’Unione europea, Kaja Kallas. Una giornata di confronto intensa che ha confermato il sostegno europeo a Kiev, ma ha anche evidenziato le difficoltà dei Ventisette nel trovare una posizione comune su alcune delle questioni più delicate, in particolare sulle nuove sanzioni alla Russia e sulle misure nei confronti degli insediamenti israeliani in Cisgiordania.
Il Consiglio si è aperto con una discussione sulla guerra in Ucraina, alla presenza del ministro degli Esteri ucraino Andrii Sybiha. I ministri hanno ribadito l’impegno dell’Unione europea a continuare il sostegno politico, militare e umanitario a Kiev, dedicando particolare attenzione anche alla situazione dei civili detenuti nei territori occupati dalla Russia. È stata inoltre confermata la volontà di rafforzare il sostegno alle organizzazioni che assistono le vittime e le loro famiglie.
Sul fronte delle sanzioni, tuttavia, non è arrivato il via libera al ventunesimo pacchetto di misure contro Mosca. Su alcuni aspetti del nuovo pacchetto rimangono divergenze tra gli Stati membri, anche se è stato raggiunto un accordo per inserire circa 250 persone ed entità nella lista delle sanzioni europee, il più ampio aggiornamento dall’inizio dell’anno.
“Stiamo lavorando al ventunesimo pacchetto di sanzioni, ma non abbiamo ancora un accordo”, aveva dichiarato Kaja Kallas, l’Alta rappresentante per la politica estera dell’Unione europea, all’arrivo al Consiglio aggiungendo di sperare almeno nell’approvazione delle nuove designazioni individuali contro la Russia.
Ampio spazio è stato dedicato anche al Medio Oriente. I ministri hanno discusso della situazione nella Striscia di Gaza, dell’escalation della violenza in Cisgiordania e delle possibili misure commerciali nei confronti degli insediamenti israeliani. Su questo punto, tuttavia, le posizioni dei Paesi membri restano distanti: alcuni governi spingono per un divieto delle importazioni provenienti dagli insediamenti, mentre altri chiedono maggiore cautela, rinviando ogni decisione a ulteriori approfondimenti tecnici e giuridici.
Inoltre, nel corso della riunione è stato esaminato il primo anno di attuazione della strategia europea per il Mar Nero, considerata sempre più centrale per la sicurezza energetica, commerciale e militare del continente, mentre tra i temi di attualità è rientrata anche la preparazione del prossimo confronto tra Unione europea e Nazioni Unite in vista dell’Assemblea generale di settembre.
Le conclusioni principali del Consiglio Affari Esteri confermano una linea di continuità della politica estera europea: sostegno pieno all’Ucraina, volontà di aumentare la pressione sulla Russia, attenzione alla crisi umanitaria in Medio Oriente e rafforzamento del ruolo strategico dell’Ue nelle aree più sensibili del vicinato. Al tempo stesso, la riunione ha mostrato ancora una volta quanto sia complesso raggiungere l’unanimità sulle questioni di politica estera, soprattutto quando si tratta di adottare nuove sanzioni o misure economiche nei confronti di partner internazionali.
Per prendere visione delle principali conclusioni del Consiglio Affari Esteri dell’Unione europea: link.
A cura di Rosaria Anna Gerardi
