Dopo oltre tredici anni di negoziati, l’Unione europea chiude uno dei dossier più complessi in materia di trasporto aereo. Con il via libera definitivo del Consiglio Ue arrivato a metà luglio, dopo l’approvazione del Parlamento europeo in plenaria lo scorso 7 luglio 2026, la riforma dei diritti dei passeggeri diventa realtà. Le nuove norme entreranno in vigore dodici mesi e venti giorni dopo la pubblicazione nella Gazzetta ufficiale dell’Unione europea e aggiorneranno il quadro normativo fermo al regolamento europeo 261 del 2004.
Con questo intervento legislativo, Bruxelles aggiorna regole che non rispondevano più all’evoluzione del mercato del trasporto aereo e alle nuove pratiche commerciali delle compagnie. Le tutele fondamentali previste dal regolamento del 2004 vengono confermate, ma le procedure diventano più snelle e trasparenti, con particolare attenzione alle famiglie, ai passeggeri più vulnerabili e alla chiarezza delle tariffe. Per milioni di cittadini europei, il risultato è un sistema di diritti più semplice da conoscere e, soprattutto, più facile da far valere.
In maggior dettaglio, l’obiettivo della riforma può essere sintetizzato come duplice: da un lato rafforzare le tutele per chi vola e, dall’altro, rendere più semplici le procedure per ottenere assistenza e risarcimenti in caso di disservizi. Il confronto istituzionale è stato lungo e particolarmente acceso, soprattutto sulla soglia dei ritardi che danno diritto alla compensazione economica. Alcuni Stati membri avrebbero voluto innalzarla a quattro ore, ma il Parlamento europeo ha ottenuto il mantenimento dell’attuale limite di tre ore all’arrivo del volo, evitando un ridimensionamento delle garanzie per i viaggiatori.
Tra le novità più significative del regolamento europeo vi è la semplificazione delle richieste di rimborso. Le compagnie aeree dovranno fornire ai passeggeri informazioni chiare e in formato elettronico su come richiedere l’indennizzo entro quattro giorni dalla conclusione del viaggio. I vettori avranno poi trenta giorni di tempo per effettuare il pagamento. Restano invariati gli importi delle compensazioni: da 250 a 600 euro in base alla distanza della tratta, nei casi di ritardi superiori alle tre ore, cancellazioni comunicate con meno di quattordici giorni di anticipo o negato imbarco, salvo le circostanze eccezionali già previste dalla normativa.
Un capitolo importante riguarda le famiglie. I minori di 14 anni avranno il diritto di sedere gratuitamente accanto al genitore o all’accompagnatore, mettendo fine alla pratica, sempre più diffusa, di far pagare la scelta del posto anche quando serviva a garantire la vicinanza tra genitori e figli. Inoltre, la riforma rafforza le tutele per i passeggeri con disabilità o a mobilità ridotta.
Cambia anche la disciplina dei bagagli, uno degli aspetti più discussi del negoziato. Il testo definitivo garantisce il trasporto gratuito di un effetto personale, come una borsa o uno zaino da collocare sotto il sedile. Per il trolley da cabina, invece, non viene introdotta la gratuità generalizzata: le compagnie potranno continuare a prevedere tariffe differenziate, ma saranno obbligate a mostrare fin dall’inizio della prenotazione il prezzo comprensivo del bagaglio a mano, eliminando i costi nascosti che spesso emergevano solo nelle ultime fasi dell’acquisto. Saranno comunque possibili tariffe più economiche per chi sceglie volontariamente di viaggiare senza trolley.
Da ultimo, la riforma introduce altre semplificazioni pratiche: non potranno più essere addebitati costi per correggere piccoli errori ortografici nel nome del passeggero né per stampare la carta d’imbarco dopo avere completato il check in. Viene inoltre sancito il diritto a ricevere la carta d’imbarco digitale senza essere obbligati a utilizzare un’applicazione specifica o ad aprire un account presso la compagnia aerea.
A cura di Rosaria Anna Gerardi

