Roma 26 luglio,c’è un filo rosso che lega la storia delle nostre comunità al modo in cui esse scelgono di trattare la propria memoria vivente. Nella splendida cornice della Casa Bonus Pastor di via Aurelia , questo filo è stato tirato con forza, dando corpo e sostanza a una riflessione che non può essere confinata ai soli libri di storia o alle cronache spicciole. Il messaggio scelto da Papa Leone XIV per la VI Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani in concomitanza con la festa liturgica dei Santi Gioacchino e Anna i nonni di Gesù, quel profetico Io invece non ti dimenticherò mai, non è stato un semplice omaggio spirituale, ma un vero e proprio manifesto politico e sociale. A raccogliere questa sfida, trasformandola in azione concreta e visibile, è stato il consigliere municipale di Forza Italia Marco Colarossi, la cui presenza ha trasceso la solita routine istituzionale per farsi simbolo di un impegno civile e morale. Colarossi non si è limitato a portare i saluti di rito, ma ha incarnato la continuità di un percorso legislativo che lui stesso ha contribuito a scrivere in Consiglio Regionale, quella legge che ha istituito il Garante per i diritti delle persone anziane. Stare in mezzo alla gente, per un uomo delle istituzioni, significa spesso misurarsi con la solitudine di chi ha costruito il presente di oggi. Ed è per questo che la sua vicinanza al Garante di Roma Capitale Laila Perciballi e il suo partecipare attivamente a ogni momento della giornata, dalla rappresentazione sacra Il Viaggio di Francesco promossa con l’ATCL, fino al pranzo conviviale, hanno comunicato un messaggio chiarissimo alla città. Gli anziani non sono un peso da gestire o una fragilità da nascondere, ma il presidio stesso della nostra identità collettiva. Mentre il Cardinale Augusto Paolo Lojudice celebrava la messa accompagnata dalle note della Banda Musicale Giacomo Puccini di Cave, Colarossi ascoltava e osservava, consapevole che la vera politica è quella che sa tessere reti di prossimità e contrastare l’isolamento. In un’epoca storica in cui tutto sembra correre verso l’oblio, la sua ostinata volontà di esserci, di guardare negli occhi quelle persone e di ricordare che l’invecchiamento attivo è una risorsa da custodire, ci ricorda una lezione fondamentale. La grandezza di una società non si misura dalle nuove infrastrutture che costruisce, ma dalla capacità di non voltare le spalle a chi l’ha preceduta, trasformando la memoria in un ponte verso il futuro.
Gabriele Steri