I carabinieri hanno sgominato una piccola banda composta da 4 persone dedita allo spaccio di stupefacenti a Frosinone. I dettagli

Si è trattato di un vero e proprio blitz antidroga quello messo a segno dai carabinieri di Frosinone nella serata di martedì 4 agosto. I militari del Comando Provinciale con l’ausilio dei colleghi della locale Compagnia e di quella di Anagni, hanno arrestato quattro persone. Nello specifico sono finiti in manette quattro uomini, un 53enne di origine eritrea e un 63enne italiano residenti nel capoluogo ciociaro, a cui si sono aggiunti due cittadini albanesi di 22 e 30 anni, irregolari sul territorio nazionale.  Tutti e quattro sono ritenuti responsabili del reati di detenzione ai fini di spaccio di sostanze stupefacenti, mentre ai due cittadini stranieri sono stati contestati anche i reati di resistenza a pubblico ufficiale e le violazioni delle leggi sull’immigrazione.

Il blitz antidroga

Dopo un servizio di osservazione, i carabinieri hanno ritenuto che in un’abitazione a ridosso del fiume Cosa di Frosinone ci fosse una fiorente piazza di spaccio. Il tutto è stato documentato dal fatto che durante lo stesso ci siano state diverse cessioni di stupefacenti a diversi acquirenti. Proprio il monitoraggio e il pedinamento di alcune di queste persone e i successivi controlli, hanno permesso di fermare due persone tossicodipendenti che erano in possesso di una dose di 0,2 grammi di cocaina e 0,55 grammi di crack. Entrambi sono stati segnalati alla Prefettura di Frosinone come assuntori di stupefacenti. Accertato che all’interno di quell’abitazione ci fosse una compravendita di stupefacenti, i militari sono entrati in azione e hanno fatto irruzione. La casa però era dotata di un sofisticato impianto di videosorveglianza esterno con telecamere e monitor interni che servivano proprio a controllare i movimenti delle forze dell’ordine ed evitare un blitz. Nonostante questo i carabinieri sono riusciti a farcela e hanno fermato e identificato tre persone che erano all’interno dell’abitazione seduti intorno ad un tavolo che era diventato un vero e proprio laboratorio per la cottura e il confezionamento dello stupefacente. Appena visti i militari, i due cittadini albanesi ha no provato a fuggire e piedi e senza scarpe lungo il greto del fiume Cosa ma sono stati inseguiti e bloccati.

La perquisizione, il sequestro e gli arresti

Così i carabinieri hanno proceduto alla perquisizione sequestrando 8 grammi di cocaina finiti a terra durante il blitz, tre coltelli da cucina intrisi di droga, un borsello che aveva una palla di cocaina di 58 grammi, 8 grammi di crack e 6 della stessa cocaina con lo stupefacente confezionato in dosi. Infine sono stati anche sequestrati anche un fornelletto a gas da campeggio che in quel momenti aveva ancora la fiamma accesa e che serviva a cuocere lo stupefacente e un barattolo di vetro con poltiglia liquida di cocaina, destinata alla produzione di crack che pesava 350 grammi. Sono stati inoltre ritrovati e sequestrati anche tre cellulari, l’intero impianto di videosorveglianza, agende e quaderni contenenti la contabilità manoscritta dello spaccio, e la somma di 1.765 euro in contanti suddivisa in banconote di vario taglio e ritenuta provento dell’attività illecita. La perquisizione è stata estesa anche alle vetture in uso e ha consentito di rinvenire all’interno di una Mercedes un’ulteriore agenda con annotazioni riferibili alla medesima attività di spaccio. Così, i due cittadini albanesi sono stati denunciati per le violazioni in merito alla legge sull’immigrazione e, a carico del 30enne, è scattato il deferimento in stato di arresto perchè era rientrato per ben due volte sul territorio nazionale dopo due diversi provvedimenti di espulsione dell’ottobre 2023 e del giugno 2026. Al 22enne invece è stato contestato il reato di immigrazione clandestina perchè privo del permesso di soggiorno. inoltre il giovane era già noto alle forze dell’ordine per precedenti segnalazioni relative al consumo di stupefacenti. Sia i due albanesi che glimaltri due uomini arrestati sono stati condotti nel carcere di Frosinone.