Sicurezza nelle piscine, stretta dopo le tragedie: nuovi obblighi per gli impianti

La sicurezza nelle piscine cambia volto dopo la sequenza di incidenti mortali che ha riportato l’attenzione sui rischi legati agli impianti di aspirazione dell’acqua. Il Parlamento ha approvato definitivamente la nuova stretta inserita nel decreto-legge n. 108 del 26 giugno 2026, introducendo specifiche misure per prevenire il pericoloso effetto “ventosa” che può verificarsi in corrispondenza di bocchettoni e griglie di aspirazione.

La norma riguarda le piscine pubbliche e quelle private destinate a un’utenza pubblica, comprese le piscine a uso collettivo. Il principio introdotto è chiaro: i sistemi di ricircolo e, in particolare, le prese di aspirazione, devono essere realizzati e mantenuti in condizioni tali da impedire che si producano fenomeni vorticosi capaci di trattenere il corpo di un bagnante.

La stretta arriva dopo una serie di gravi incidenti che hanno evidenziato i rischi legati ai sistemi di aspirazione delle piscine, riportando al centro del dibattito la necessità di intervenire sulla sicurezza degli impianti.

Cosa prevede la nuova norma

Il nuovo articolo 4-bis stabilisce che griglie di fondo, bocchettoni e ogni altro dispositivo utilizzato per l’aspirazione dell’acqua, debbano garantire condizioni di sicurezza tali da impedire l’effetto ventosa.

Non si tratta, quindi, soltanto di una maggiore attenzione alla sorveglianza dei bagnanti, ma di un intervento che riguarda direttamente la struttura e gli impianti della piscina.

Ed è proprio questo uno degli aspetti più importanti della nuova disciplina: la sicurezza deve essere garantita anche attraverso ciò che il bagnante non vede, cioè gli impianti che permettono il ricircolo e la depurazione dell’acqua.

Cosa succede agli impianti non a norma

La disposizione introduce una conseguenza particolarmente severa. In caso di mancato rispetto del requisito di sicurezza previsto dalla norma, è stabilita la chiusura immediata dell’impianto fino all’adempimento degli obblighi.

Una scelta che punta a evitare che eventuali criticità vengano affrontate soltanto dopo un incidente.

Restano inoltre in vigore gli altri obblighi e le responsabilità già previsti dalla normativa in materia di sicurezza, gestione e manutenzione delle piscine e degli impianti natatori.

Previsti fondi per le piscine pubbliche

Per sostenere gli interventi di adeguamento delle piscine pubbliche è stato istituito un fondo da 4,725 milioni di euro per il 2026.

Il tema degli adeguamenti tecnici resta comunque particolarmente delicato. La nuova disposizione stabilisce il risultato che gli impianti devono garantire, mentre alcuni aspetti relativi alle soluzioni tecniche e alle modalità di adeguamento dovranno essere definiti nel quadro normativo successivo.

Una stretta nata dalla cronaca

La nuova normativa arriva dunque dopo fatti di cronaca che hanno mostrato quanto un elemento apparentemente secondario di una piscina possa trasformarsi in un pericolo gravissimo.

Quando si parla di sicurezza in acqua, infatti, l’attenzione non può limitarsi al comportamento dei bagnanti o alla presenza degli addetti alla sorveglianza. Anche la manutenzione e la conformità degli impianti hanno un ruolo fondamentale.

La nuova stretta punta proprio a rafforzare questo principio: la prevenzione deve cominciare dalla struttura stessa della piscina.

Perché, una giornata trascorsa in acqua, dovrebbe essere sinonimo di divertimento, sport e relax. E un rischio che può essere prevenuto attraverso controlli, manutenzione e adeguamenti tecnici, non può essere considerato un dettaglio.

Ottavia Lavino