Una volante della polizia come una di quelle intervenute in piazza Trilussa a seguito della rissa della notte tra domenica 24 e lunedì 25 agosto

Un’organizzazione dedita al traffico e allo spaccio di cocaina tra Prima Porta, Labaro e alcuni comuni della bassa Tuscia è stata smantellata dalla Polizia di Stato. L’operazione ha portato all’esecuzione di 21 misure cautelari: 19 persone sono state condotte in carcere, mentre per altre due sono stati disposti gli arresti domiciliari.

L’indagine è stata condotta dagli agenti del Commissariato Flaminio Nuovo e coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia della Procura di Roma. Gli accertamenti sono partiti da una precedente operazione antidroga, conclusa nel 2022 con 16 misure cautelari.

Secondo quanto ricostruito dagli investigatori, alcuni degli indagati coinvolti nella precedente inchiesta avrebbero successivamente riorganizzato la propria attività. Avrebbero così creato una nuova rete per gestire diverse piazze di spaccio tra il territorio a nord di Roma e la provincia di Viterbo.

La rete dello spaccio tra Roma e la Tuscia

Il gruppo avrebbe avuto una base organizzativa a Civita Castellana. Da qui, secondo gli investigatori, avrebbe rifornito diverse piazze di spaccio locali, comprese quelle di Prima Porta e Labaro.

Gli spacciatori incaricati delle cessioni sarebbero stati affiancati da un sistema di vedette. Le persone incaricate di questo compito erano posizionate in punti strategici e avrebbero avuto il compito di segnalare l’eventuale arrivo delle forze dell’ordine.

La presunta organizzazione avrebbe inoltre adottato la tecnica della cosiddetta “modica quantità”. La cocaina veniva suddivisa e nascosta in diversi punti. Lo stupefacente sarebbe stato recuperato soltanto quando arrivava la richiesta del cliente.

In questo modo, secondo la ricostruzione degli investigatori, ogni pusher avrebbe avuto con sé soltanto la dose necessaria per la singola cessione.

Il ponte utilizzato come punto di osservazione

I servizi di osservazione e gli accertamenti video e fotografici hanno permesso di individuare anche un punto ritenuto strategico per l’attività di spaccio.

Si tratta di un ponte pedonale in ferro che, grazie alla posizione rialzata, avrebbe consentito alle vedette di avere una visuale ampia sull’area circostante e di controllare l’eventuale presenza delle forze dell’ordine.

Dieci arresti durante l’indagine

Nel corso dell’attività investigativa sono state arrestate in flagranza di reato dieci persone.

Più di 20 presunti acquirenti sono stati invece denunciati all’autorità giudiziaria o segnalati alla Prefettura per uso di sostanze stupefacenti.

Al termine degli accertamenti, gli investigatori hanno individuato 21 persone ritenute appartenenti alla presunta organizzazione, in prevalenza originarie del Nord Africa.

Nei loro confronti la Procura di Roma ha ipotizzato il reato associativo finalizzato allo spaccio di droga. Il Tribunale di Roma ha quindi emesso 21 misure cautelari: 19 in carcere e due ai domiciliari.

Operazione tra Roma e Viterbo

Per rintracciare gli indagati ed eseguire i provvedimenti sono state coinvolte anche le Squadre Mobili di Viterbo e Catania e gli investigatori del XV Distretto Ponte Milvio.

Secondo quanto ricostruito dagli inquirenti, la presunta organizzazione sarebbe stata in grado di movimentare circa 100 grammi di cocaina al giorno.

Il giro d’affari stimato avrebbe raggiunto quasi 2 milioni di euro all’anno.

Gli elementi raccolti riguardano la fase delle indagini preliminari. Per tutti gli indagati resta quindi valido il principio di presunzione di innocenza, fino a un eventuale accertamento definitivo con sentenza irrevocabile di condanna.