La Cina rafforzerà le politiche di tutela e conservazione degli ecosistemi nel quinquennio 2026-2030, proseguendo il percorso verso un modello di sviluppo sempre più orientato alla sostenibilità e alla transizione verde. È quanto previsto da un nuovo piano di sviluppo elaborato congiuntamente dal ministero dell’Ecologia e dell’Ambiente, dal ministero delle Risorse Naturali e da altri dipartimenti governativi.
Il documento indica tra le priorità il miglioramento della qualità degli ecosistemi, con particolare attenzione alla loro diversità, stabilità e capacità di resilienza, oltre alla necessità di rafforzare la sicurezza ecologica nazionale.
Tra gli obiettivi fissati per il prossimo quinquennio figura il mantenimento delle aree protette ad almeno il 18% della superficie terrestre complessiva del Paese. Il piano prevede inoltre di portare l’Indice di qualità ecologica (EQI) a 86,5, incrementare oltre il 74% il tasso di conservazione del suolo e delle risorse idriche e raggiungere una copertura forestale pari al 25,8% del territorio.
Il programma individua anche una serie di interventi destinati a migliorare la pianificazione degli spazi ecologici, accelerare la protezione e il ripristino degli ecosistemi degradati e rafforzare le iniziative per la tutela della biodiversità, anche attraverso una maggiore cooperazione a livello internazionale.
Secondo le autorità cinesi, negli ultimi anni il Paese ha intensificato le attività dedicate alla conservazione della natura e alla protezione ambientale. In questo percorso si inserisce anche il Codice ecologico e ambientale, destinato a entrare in vigore sabato e considerato un passaggio significativo per consolidare il quadro normativo a sostegno dello sviluppo sostenibile e della tutela dell’ambiente.
